Roma

L’annuncio di oggi del sindaco di Roma, Virginia Raggi, potrebbe portare allo stop definitivo dei veicoli alimentati a gasolio, almeno nel centro storico, della Capitale.

L’intervento, di mero carattere dichiarativo, non possedendo infatti nessuna proprietà esecutiva, è volto a comunicare una misura di cui si è parlato molto duranto il C40 appena conclusosi in Messico, conferenza sul clima alla quale ha preso parte la Raggi. L’obiettivo, già fortemente voluto dall’accordo di Parigi sul clima (che ha come scopo quello di evitare un innalzamento della temperatura globale di ulteriori due gradi, soglia oltre la quale si avrebbero conseguenze catastrofiche), sarà raggiunto grazie alla limitazione della circolazione delle auto alimentate a gasolio, limitazione che sarà imposta però alle sole auto private. L’annuncio non riguarda infatti il trasporto pubblico.

Attualmente si sta transitando verso una vera e propria rivoluzione nel panorama automobilistico: l’elettrico sta sempre più prendendo piede nel campo, come dimostrano le innumerevoli evoluzioni portate dalla compagnia di Musk, dall’altra le case automobilistiche sono sempre più agguerrite nel portare avanti lo sviluppo del motore a combustione interna, come lo abbiamo sempre conosciuto. Certo, sembra che la direzione da seguire sia quella di un abbattimento dei motori diesel, vedendo come molte capitali europee stiano seguendo la stessa tendenza.

colonnine ricarica
Una delle rivoluzione, a livello di tecnologia coinvolta negli spostamenti urbani, è rappresentata dalle colonnine di ricarica, ormai sempre più presenti in città e fuori

La questione non è semplice come sembra

Certamente, a far pendere l’ago della bilancia verso i motori alimentati a benzina è stato lo scandalo scoppiato con il così detto dieselgate. Ma la questione va più in profondità, visto che si avvisano già i primi segnali di contrasto alla filosofia contro i Diesel: la vicina Germania ha già avviato la diatriba legale, con i giudici federali di Lipsia contrari alla decisione di bannare i veicoli inquinanti, contrapposti a quelli amministrativi che invece professano una autonomia a livello locale di comuni e regioni.

In questo dibattito, tuttora da sbrogliare, l’attenzione si focalizza sempre di più sulle nuove tecnologie. Se infatti un segnale politico così forte è incoraggiante per quello che è un interesse comune di ogni cittadino, c’è anche un diffuso bisogno di adeguare la Capitale, così come molte altre città italiane, ad un trasporto più smart e più ecologico, tanto nel privato quanto nel pubblico. Sebbene infatti l’apertura all’elettrico sia già avvenuta, si ha ancora l’impressione che i passi fatti siano troppo pochi e troppo piccoli.

Esempi di virtuosismo, in tal senso, arrivano dalla Cina, che ha sostituito i propri bus diesel con quelli totalmente elettrici, a tutto vantaggio delle emissioni nocive e della salute dei cittadini.