24 milioni di posti di lavoro grazie alla Green Economy

Green Economy

Green Economy, una parola alquanto ridondante, soprattutto in territorio europeo e non è assolutamente un fatto negativo, tutt'altro. Sono tanti infatti i paesi che da qualche decennio a questa parte hanno deciso di intraprendere e sviluppare una società basata sull'economia dell'ecosostenibilità.

Questo comporta tanti fattori positivi, quanto impegnativi, poiché è una strada lunga e che richiede tanti investimenti che solo fino a qualche anno fa erano incalcolabili ed inimmaginabili per la maggior parte delle nazioni EU ed extra europee.

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Tanti posti di lavoro in gioco

D'altronde, come affermato da Deborah Greenfield, direttore generale dell'ILO, l'Organizzazione Internazionale del Lavoro, che ha effettuato le ricerche prendendo in analisi ben 163 tipologie differenti di professioni, tutte trarranno beneficio da questa svolta tutta green, ma ben 14 di queste avranno anche vistose ripercussioni negative.

La via ecologica prevede infatti l'esclusione delle attività più dannose per l'ambiente, come ad esempio quelle del settore petrolifero e di produzione a carbone.

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Una svolta per tanti paesi

Ovviamente, come accennato fin dal preambolo, i maggiori benefici dell'iniziazione di una politica di green economy è legata allo sviluppo dei paesi stessi.

In previsione, quelli che andranno a riceverne maggiormente i benefici, per quanto riguarda l'aumento dei posti di lavoro, saranno per l'appunto tutti quei paesi che si affidano largamente all'estrazione ed il raffinamento dei combustibili fossili:

Crescita in positivo:

  • Asia e Paesi del Pacifico, (+14 milioni);
  • Americhe (+3 milioni);
  • Europa (+2 milioni)

Crescita in negativo:

  • Medio Oriente (-0,48%);
  • Africa (-0,04%);

Da notare come proprio questi ultimi due continenti siano infatti quelli che fanno maggior affidamento a pratiche di lavoro che concernono i combustibili fossili.

Ovviamente questi valori potrebbero cambiare se prendiamo in considerazione anche i cambiamenti climatici che prevedono l'aumento delle temperature globali, in quanto porteranno molto probabilmente alla riduzione del 2% delle ore di lavoro proprio entro il 2030; ed è una statistica propositiva.

Green Economy

Catherine Saget, autrice del report in questione si esposta in merito all'argomento ed ha affermato che sarà di fondamentale importanza aiutare fin da subito i paesi più poveri che registreranno questa perdita di lavoro ed instaurare fin da subito un dialogo tra imprese , sindacati e lavoratori per portare insieme, e di pari passo, gli stessi obiettivi economici ed ambientali.