Social

I social sono ormai parte integrante della nostra vita e della nostra società. Possono cambiare l’esito di una tornata elettorale o dar vita a grandi movimenti di piazza. Son capaci di aggirare la censura, ma anche di far da tramite per bufale e fake news. Sono attività cui dedichiamo talvolta ore delle nostre giornate. E – sopratutto – sono tantissimi.

Dietro a Facebook, Twitter ed Instagram, si nasconde timidamente una prateria sterminata di piattaforme emergenti, tutte in lotta tra loro per conquistare l’Olimpo dei milioni di utenti attivi. E se molte di esse sono poco più che cloni di concorrenti ben più noti, altre hanno scelto di puntare sull’innovazione. Andiamo a scoprire assieme le più promettenti!

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1Ello

Ello è giovanissimo. Nato nel 2014 dalla mente di due giovani statunitensi, ha ottenuto l’attenzione dei media ponendosi provocatoriamente come l’anti-Facebook. La start up che lo controlla, infatti, promette di non guadagnare in nessun modo dai dati raccolti, e di non consentire mai alla pubblicità di intrufolarsi nelle bacheche degli utenti. Dopo un boom iniziale in termini di iscritti il social ha conosciuto un periodo di crisi, che lo ha costretto a reinventarsi come social-network “di artisti, per artisti” come recita il motto nella homepage. Scalzare per davvero Facebook dal trono in cui si trova non è un’impresa facile, ma Ello ha dalla sua un design minimalista davvero azzeccato, contenuti rari su altri social e la promessa di un’oasi ads-free, cosa ormai rara nel web. Consigliatissimo.

2TheShukran

Se avete appena finito di leggere un’articolo sull’ennesima querelle Saviano-Salvini, o se volete evitare per qualche ora le polemiche della vita quotidiana, TheShukran è ciò che fa per voi. Creato da una ragazza italo-marocchina, il social nasce all’interno della comunità musulmana più giovane, quella delle seconde generazioni integrate ma al contempo legate alla loro cultura d’origine. Col tempo si è diffuso anche tra persone con diversi background culturali, siano esse cristiane, atee o altro. Il meccanismo è simile a quello di Instagram: si accede solo da mobile, e si condividono contenuti multimediali. La differenza si nota quando, andando a mettere like, troveremo al suo posto il “shukran”, termine arabo per grazie. Questo è lo spirito del social, nessun attrito, insulti e provocazioni al bando, e due mani giunte (simbolo del progetto) per ringraziare gli altri di aver condiviso qualcosa della loro vita con noi. Sicuramente l’idea di uno spazio virtuale privo di attriti è un’utopia, ma talvolta anche le utopie meritano di essere seguite.

3Vero

Vero è nato nel 2015, ma è esploso pochi mesi fa, quando Instagram ha cambiato l’algoritmo col quale vengono visualizzati i post, non più in ordine cronologico, ma secondo criteri arbitrari e non del tutto chiari. A questo si contrappone la filosofia di Vero: nessun algoritmo ad ordinarci il newsfeed né a consigliarci contenuti, e niente pubblicità. L’ordine dei post è cronologico, e anche qui il funzionamento è instagram-like. Le uniche altre differenze stanno nella possibilità di condividere i propri contenuti in cerchie separate (privati, amici, conoscenti, seguaci) e nella grafica, davvero piacevole e curata in ogni dettaglio. Non una rivoluzione, ma di certo un esperimento controcorrente. Da provare.

421 Buttons

21 Buttons è il social degli influencer. Il primo dedicato esclusivamente al mondo della moda, unisce l’e-commerce e il social, permettendo di acquistare abiti così come di condividere immagini dei nostri capi di vestiario preferiti. Il pubblico è prevalentemente femminile, anche se il social si rivolge ad entrambi i sessi, ed è anche lui mobile-based, ovvero accessibile esclusivamente tramite l’app Android o iOS. Sicuramente non per tutti, ma la grafica pulita e la semplicità d’uso piaceranno agli appassionati del genere.

5Wollol

Concludiamo con un progetto italiano: Wollol, crasi per Wall of Love. Il social si propone come l’equivalente digitale del vecchio album fotografico, ovvero come un posto in cui conservare tutte quelle immagini legate ad episodi importanti della nostra vita, senza la dispersività tipica dei social classici, da Facebook a Twitter. Il web è percepito oggi come il luogo del momentaneo molto più che del durevole, e convincere gli utenti ad affidare ad un social network i propri ricordi è di certo una scommessa ambiziosa. Ma d’altronde, tutti i giganti del web sono nati come progetti troppo ambiziosi. Da tenere d’occhio.

La vera killer feature dei social di successo è il loro numero di utenti, e l’ostacolo principale al successo di nuovi competitor è quello di essere contenitori stupendi, ma drammaticamente vuoti. E tuttavia, i casi recenti di instagram e Snapchat ci mostrano come ci sia ancora spazio per emergere, mentre i dati ci raccontano di come il re delle piattaforme di condivisone, Facebook, stia perdendo di mordente tra i giovani. Che tra questi 5 si nasconda il social del futuro? Non possiamo saperlo, ma di certo in questo campo una concorrenza più forte non potrà che far del bene a noi utenti.