Finalmente una buona notizia dall’ecosistema startup italiano: confermando il trend del primo semestre dell’anno, le startup italiane hanno raccolto quasi 600 milioni di euro rendendo il 2018 l’anno dei record. Trainano gli investimenti i fondi esteri, aumenta il contributo dei Venture Capital ma anche quello dell’Equity Crowdfunding e dei Business Angel.

Nel 2018 gli investimenti totali in Equity di startup hi-tech in Italia ammontano a 598 milioni di euro, in crescita dell’81% rispetto al valore totale consuntivo del 2017 (331 milioni)Per la prima volta dal 2012, primo anno di registrazione dei finanziamenti da parte del nostro Osservatorio l’ecosistema mostra una crescita così netta, che rafforza il trend positivo già evidenziato lo scorso anno: nel 2018 le startup hi-tech raccolgono 267 milioni di euro in più rispetto al 2017, quasi raddoppiando il valore complessivo. Un valore che sfiora i 600 milioni di euro, rappresentando un vero e proprio giro di boa verso l’obiettivo del miliardo di euro di finanziamenti annui.”

Antonio Ghezzi, Direttore dell’Osservatorio Startup Hi-tech del Politecnico di Milano

Dati in milioni di euro. Fonte: Osservatorio Startup Hi-Tech Politecnico di Milano

Gli investimenti degli attori formali

Sono stati importanti gli investimenti degli attori formali che hanno raddoppiato il loro valore arrivando a 215 milioni, contro i 107 milioni del 2017. Questi operatori sono molto importanti perché è loro il compito di sostenere le startup nella crescita e quest’anno ci sono stati 12 round d’investimento nell’ordine delle decine di milioni di euro. Questi round rappresentano complessivamente circa la metà di tutti gli investimenti e dimostrano anche la tendenza verso una collaborazione tra operatori formali e informali.

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Fonte: Osservatorio Startup Hi-Tech Politecnico di Milano

Investitori informali nelle startup

Sono stati importanti per le startup anche gli investimenti degli operatori informali, che in Italia hanno un grande margine di sviluppo viste la distribuzione della ricchezza e la tendenza al risparmio. Il risultato è un valore complessivo di 154 milioni di euro, in forte crescita rispetto ai 98 milioni del 2017. Entrando nel dettaglio si riscontra una forte crescita della raccolta con l’equity crowdfunding, che ha ottenuto in tutto 30 milioni di euro, il triplo rispetto al 2017. i business angels contribuiscono invece con un valore di 7,5 milioni di euro.

Dati in milioni di euro. Fonte: Osservatorio Startup Hi-Tech Politecnico di Milano

Gli investimenti internazionali

La componente dei finanziamenti internazionali si conferma anche quest’anno estremamente rilevante e in forte crescita rispetto all’anno precedente: gli investimenti esteri nel 2018 raggiungono i 229 milioni di euro (38,3% sulla raccolta complessiva), +82% rispetto ai 126 milioni di euro nel 2017. Questo dato, estremamente positivo, è tuttavia impattato in maniera netta da singole grandi operazioni (una delle quali addirittura in tripla cifra, 100 milioni di euro, vero e proprio record per il nostro ecosistema). Ma se tali operazioni si verificano ogni anno in numero crescente e con una certa sistematicità, possiamo certamente affermare che la componente internazionale è una ulteriore grande opportunità ancora parzialmente inesplorata per sostenere la crescita del nostro ecosistema, anche tramite forme di co-investimento.

Fonte: Osservatorio Startup Hi-Tech Politecnico di Milano

L’investment inflow, ossia i capitali attratti dall’ecosistema startup hi-tech da parte di player esteri, provengono prevalentemente da USA (72,73%), Europa (23,36%), Cina (3,77%) e Brasile (0,06%). Focalizzandosi sui 53,5 milioni di euro provenienti da investitori Europei, si riscontra un 71% da investitori con sede in UK (una percentuale doppia rispetto al 2017, a testimonianza del forte interesse mostrato da investitori britannici per le nostre startup), seguiti da Benelux e Svizzera (7 % ciascuno), Francia e Germania (entrambe al 5%) e Spagna (4%). Anche quest’anno, inoltre, la stragrande maggioranza degli investimenti internazionali proviene da attori formali (203 milioni di euro, pari all’88,6% del totale).