Adware Doctor

È in atto una guerra silenziosa, che ha come armi righe di codice e come campo di battaglia i nostri telefoni e computer. L’ultimo caso eclatante risale a pochi giorni fa, quando Apple ha rimosso dall’App Store uno dei software più apprezzati dagli utenti, primo per vendite nella sua categoria: Adware Doctor. Il software che, ironia della sorte, fungeva da anti-malware, si è rivelato essere responsabile del furto di dati sensibili. Attraverso quella che il gergo tecnico chiama backdoor, infatti, l’app inviava a server cinesi la cronologia di navigazione degli ultimi sei mesi, il tutto senza ovviamente informare l’ignaro utente.

A scoprire il segreto è stato Patrick Wardle, ricercatore nel campo della sicurezza informatica, che ha raccontato alla stampa un retroscena preoccupante: la pericolosità del software sarebbe stata segnalata ad Apple già un anno fa, ma l’azienda si è decisa a prendere provvedimenti solo dopo che Patrick ha parlato pubblicamente della vicenda. Un racconto che apre scenari inquietanti, sia che si tratti di collusione da parte della società di Cupertino, sia che si tratti di un caso di scarsa attenzione al tema.

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Un episodio, questo di Adware Doctor, che, ben lungi dall’essere isolato, si inserisce nello sterminato filone delle violazioni alla privacy di noi utenti. E se in casi come questi è difficile stabilire la paternità esatta del misfatto, e quindi a chi davvero vadano quei dati, è indubbio che tutte le grandi potenze, USA e Cina in testa, siano tra i principali responsabili del trafugamento dei nostri dati. Anche il lettore più distratto ricorda infatti Edward Snowden, l’ex impiegato della CIA che ha rivelato al mondo come America e Gran Bretagna sorvegliassero i cittadini di tutto l’occidente tramite i software installati nei nostri smartphone.

Adware Doctor
Cupertino, sede della Apple

Di fronte a tutto questo, c’è da chiedersi per quanto ancora l’opinione pubblica mondiale resterà sostanzialmente silente. Non c’è bisogno di evocare distopie orwelliane per realizzare come le informazioni che disseminiamo nei nostri dispositivi, se non conservate in buone mani, possono diventare armi pericolose, che facilmente potranno essere rivolte contro noi gente comune. Siamo avvisati.