AI e terrorismo, un ragazzo italiano stupisce le nazioni unite con il suo progetto

Edoardo Bisignani USA Harvard

L’intelligenza artificiale è un concetto che esiste da anni all’interno della nostra società e del nostro mercato, ma soltanto in tempi recenti le potenzialità della implementazione hanno raggiunto vette inimmaginabili.

Uno dei casi più recenti in merito è sicuramente quello che ha coinvolto Edoardo Maria Bisignani, 18 anni, vincitore di una Diplomatic Recommendation organizzata dall’Harvard Model United Nations.

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Il ragazzo ha infatti preso parte alla simulazione nella Special Session of Terrorism, formata da 150 partecipanti, e si occupato dello sviluppo di soluzioni per i finanziamenti al terrorismo.

Edoardo ha sviluppato Multiverse, un software che ha l’obiettivo di controllare tutte le transazioni economiche utilizzando algoritmi e intelligenza artificiale e che ha inoltre la funzione di poter associare a blacklist esistenti i paesi potenzialmente associabili ad organizzazioni o soggetti terroristici.

Non solo, se questi algoritmi permettono di controllare i movimenti di denaro, la sua destinazione, la quantità trasferita tra vari conti correnti sospetti o qualsiasi tipo di anomalia nei vari bilanci. Il ragazzo ed il suo gruppo hanno ideato una Routes map con l’obiettivo di localizzare i possibili siti di eventuali azioni e transazioni a sfondo terroristico.

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Edoardo ed il suo gruppo è quindi spiccato in mezzo agli altri ed ha impressionato la commissione per l’ampiezza e del loro progetto. In tutto ciò, è da considerare anche un ulteriore fattore, ovvero che il team ha dovuto sviluppare questo progetto rappresentando un paese con una minima potenza economico-finanziaria, ovvero il Burkina Fasu.

Il ragazzo, essendo di origine italiana, ha spiegato quanto abbia a cuore una tematica così importante come quella del terrorismo; una dinamica che non solo riguarda gli U.S.A, ma anche l’italia stessa. Proprio in merito a ciò, Edoardo si è espresso ed ha affermato il voler cambiare la mentalità del suo paese e sradicare gli stereotipi che esistono al suo interno.

“Lo straniero” non è infatti una minaccia, ma molte volte può essere considerato una risorsa per combattere il terrorismo stesso.