Amazon Echo Show AmazonTube Alexa YouTube Google

Due settimane fa Google ha annunciato l’esclusione di YouTube da tutti i prodotti Amazon Fire TV ed Echo Show, avvisando gli utenti che a partire dal primo giorno del 2018 il servizio sarebbe stato interrotto dall’app su Fire TV.

Il sito TV Answer Man ha però scoperto una manovra di Amazon che potrebbe rivelarci di più sui prossimi passi che l’azienda potrebbe intraprendere. A quanto pare infatti il colosso ha depositato, presso l’Ufficio brevetti degli Stati Uniti, i marchi AmazonTube ed OpenTube.

La data di deposito della richiesta, curiosamente, risulta essere la stessa del giorno dell’annuncio da parte di Google dell’interruzione del servizio sui prodotti Amazon: 5 dicembre 2017. La descrizione dei due marchi è piuttosto lunga e molto generica, ma con un’attenta lettura è possibile notare una sezione in cui viene descritto un servizio capace di “Fornire opere audio, visive e audiovisive pre-registrate non scaricabili, mediante reti wireless su una varietà di argomenti di interesse generale”.

IC 041. US 100 101 107. G & S: Providing non-downloadable pre-recorded audio, visual and audiovisual works via wireless networks on a variety of topics of general interest;

Nel frattempo, Domain Name Wire fa sapere che l’azienda ha già registrato i domini AlexaOpenTube.comAmazonAlexaTube.com e AmazonOpenTube.com.

Amazon e Google, troverà fine la “guerra fredda”?

La battaglia tra Google ed Amazon va avanti ormai da molto tempo, costituita da blocchi ai servizi da parte di Google, seguiti, per ripicca, dalla rimozione da parte di Amazon di prodotti come Chromecast e Nest dal proprio catalogo. Le due hanno in passato riferito di voler raggiungere un accordo, scaricando tuttavia la responsabilità sul concorrente.

Chi ne subisce le conseguenze è, però, chi si trova in mezzo ai colossi: il consumatore. L’arrivo di un eventuale “AmazonTube” (che in ogni caso non è certo, dato che la registrazione del marchio potrebbe non significare nulla) significherebbe un altro passo verso il ritorno dei contenuti walled-garden, ovvero chiusi, in cui i video vengono scelti non perché sono la risposta migliore per una determinata query, ma perché vengono consegnati su una piattaforma proprietaria.