Cosa è successo?

Un annuncio pubblicitario è stato recentemente rimosso da Spotify permanentemente. A quanto pare, esso causava angoscia negli utenti: si trattava infatti di una pubblicità che aveva alla base lo scopo di spaventare chiunque la guardasse, soprattutto gli spettatori più giovani.

L'annuncio pubblicitario non è in sé e per sé il trailer di un qualche film horror, ma aveva tutte le carte in regola per essere definito tale. Il video infatti mostrava dei giovani minacciati da una bambola spaventosa mentre suonavano una canzone particolare, creando fin da subito un sentimento di angoscia e di ansia in chiunque lo guardasse.

Tutto è partito da un bambino che, vedendo il video, lo ha comunicato ai suoi genitori, che hanno sporto subito reclamo a Spotify, facendo intervenire la Advertising Standards Authority (ASA).

Come è intervenuta l' ASA?

Nella sua sentenza l'ASA ha dichiarato che:

L'annuncio, da come è stato impostato, sembrava fatto apposta per spaventare i più giovani.

A Spotify è stato comunicato di assicurarsi, in futuro, che i prossimi annunci siano idonei al target scelto e che vadano bene soprattutto per i giovani, che sono la fascia di pubblico più corposa del proprio servizio. L'annuncio è stato successivamente bandito dal servizio direttamente dall'ASA, insieme ad un altro annuncio dove era presente un ingrandimento del seno. Spotify ha dichiarato:

Prendiamo atto della decisione dell'ASA e ci rammarichiamo per qualsiasi disagio che l'annuncio possa aver causato al denunciante.

Come si è difesa Spotify?

Il video è stato pubblicato su YouTube nel giugno del 2018 e presenta diverse scene di giovani che suonano, in ognuna di esse, la canzone Havana di Camila Cabello, che avrebbe risvegliato ogni volta questa sorta di bambola demoniaca. La bambola, di volta in volta, terrorizza in vari modi i giovani musicisti.

Spotify ha dichiarato che l'annuncio, anche se era indirizzato per raggiungere un pubblico di età pari o superiore a 10 anni, è stato visionato prevalentemente (con incidenza del 74%) da persone tra i 18 e i 44 anni. Inoltre, l'azienda comunica che il testo sullo schermo alla fine del video ha contribuito a far capire che, in realtà, non era nient'altro che una parodia e non un video fatto appositamente per spaventare. Il testo recita:

Le canzoni assassine a cui non puoi resistere

Dopo la sentenza, Spotify ha affermato:

Prendiamo molto sul serio le nostre responsabilità come marketeers e continuiamo a prestare attenzione alle indicazioni dell'ASA sul targeting efficace ed appropriato delle campagne pubblicitarie.