Antitrust
epa04091113 The Facebook and WhatsApp app icons are displayed on an iPhone in New York, New York 20 February 2014. Facebook announced that it acquired the globally popular messaging system WhatsApp for 19 billion dollars. Facebook paid 12 billion dollars in shares and 4 billion dollars in cash, it was explained in a conference call. The deal includes an additional 3 billion dollars in Facebook stock for WhatsApp founders and employees. The deal should close later in 2014 and is still subject to regulatory approval, according to Facebook founder and Chief Executive Officer Mark Zuckerberg, who said in the conference call that he did not expect any issues. Additionally, WhatsApp co-founder and Chief Executive Officer Jan Koum will join the Facebook Board of Directors. EPA/ANDREW GOMBERT

Dopo il garante della privacy, anche l'Antitrust apre due istruttorie su Whatsapp e Facebook.

Whatsapp potrebbe aver violato il Codice del Consumo, imponendo agli utenti di condividere i propri dati con Facebook (che ricordiamo essere la proprietaria dell'app di instant messaging). L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato due procedimenti istruttori al riguardo.

Si legge in un comunicato dell'Antitrust:

"un primo procedimento è diretto ad accertare se la società americana abbia di fatto costretto gli utenti di WhatsApp Messenger ad accettare integralmente i nuovi Termini contrattuali, in particolare la condivisione dei propri dati personali con Facebook, facendo loro credere, con un messaggio visibile all'apertura dell'applicazione, che sarebbe stato, altrimenti, impossibile proseguire nell'uso dell'applicazione medesima. L'effetto di condizionamento sarebbe stato, peraltro, rafforzato dalla prespuntatura apposta sull'opzione Facebook in una schermata di secondo livello alla quale l'utente accedeva, dal messaggio principale, tramite apposito link"

L'altro procedimento istruttorio dell'Antitrust è atto ad accertare se siano vessatorie:

"alcune clausole inserite nei Termini di utilizzo di WhatsApp Messenger riguardanti, in particolare, la facoltà di modifiche unilaterali del contratto da parte della società, il diritto di recesso stabilito unicamente per il Professionista, le esclusioni e le limitazioni di responsabilità a suo favore, le interruzioni ingiustificate del servizio, la scelta del Foro competente sulle controversie che, ad oggi, è stabilito esclusivamente presso Tribunali statunitensi"

È degno di menzione il fatto che in settembre per gli stessi esatti motivi si era mosso il Garante per la Privacy, invitando Whatsapp e Facebook a fornire tutti gli elementi utili alla risoluzione del caso. Se nel frattempo saranno accertati gli illeciti ipotizzati dall'Antitrust, sarà avviata una class action contro Whatsapp da parte del Codacons, allo scopo di far ottenere agli utenti italiani un risarcimento per la lesione dei diritti dei consumatori.

"Se l'Autorità accerterà la violazione delle normative vigenti in fatto di gestione dei dati personali e la vessatorietà di alcune clausole inserite nei Termini di utilizzo di WhatsApp Messenger, sarebbe evidente la lesione dei diritti dei consumatori che utilizzano il servizio, ciò aprirebbe la strada ad una possibile class action del Codacons, tesa a far ottenere agli utenti che hanno installato WhatsApp il risarcimento del danno subito, nelle opportune sedi legali"

Questa la spiegazione del presidente del Codacons Carlo Rienzi.