Miami

Miami, prima settimana di Dicembre. Come ogni anno partecipo come appassionato di arte alla più importante manifestazione di settore degli Stati Uniti. Edizione questa con una piacevole sorpresa: sostanziosa presenza internazionale dell'arte povera italiana.
Quest'anno però è anche la prima volta che sono in veste di co-editor di questa testata. Per questo vorrei raccontarvi le nuove frontiere di come si può traghettare l'arte nell'era digitale moderna. Un tema presente in questa manifestazione che è stato anche oggetto di un convegno.

ArtSquare: la Blockchain come canale di vendita delle opere d'arte.

Ciò sarà possibile trasformando le opere d'arte in beni liquidi fruibili da diversi proprietari (TOKENIZATION su Blockchain) e incoraggiando le nuove generazioni ad esplorare, investire e divertirsi con la compravendita di arte.

Blockchain

Durante questa manifestazione ho conosciuto Francesco Boni di ArtSquare, che con la sua Startup si occupa proprio di questo e che ha spiegato di come la proprietà frazionata delle opere d'arte può essere ottenuta mediante il rilascio di tokens che rappresentano una parte del valore totale dell'opera e che possono essere acquistati da diversi investitori. È esattamente come nel mercato azionario, in cui le quote di una società sono offerte ai piccoli investitori. Il gallerista o l'artista possono semplicemente andare online e definire le regole del rapporto con i futuri comproprietari, criptando le regole nei tokens e offrirli ai potenziali investitori in modo totalmente trasparente e sicuro, garantito dalla tecnologia blockchain.

È interessante vedere come ad Art Basel si sia discusso di come questa innovazione porterà benefici al mercato dell arte. Sicuramente ci troviamo di fronte all'opportunità di aprire un nuovo canale di vendita che permetterà ad artisti e galleristi di recuperare liquidità dalle opere e avere un punto di contatto con giovani piccoli investitori che si affacciano al mondo dell'arte.
Il mercato si avvale di nuovi strumenti sempre più sicuri e veloci, specchio di una società digitale che sta cambiando.

(nella foto: a sinistra Francesco Boni e Fabrizio D'Aloia di ArtSquare e a destra Rachel Wolfson di Forbes)