bump Streetwear

Siti e applicazioni per la compravendita di abbigliamento hanno un problema: forniti di qualsiasi genere di vestiario, spesso si fa fatica a trovare un marchio particolare, soprattutto quegli abiti che come stile si allontanano dalla “massa” o da quello che molti definiscono “classico”.

Uno di questi stili è l’abbigliamento così detto “da strada”, o streetwear in inglese, nato da surfisti e skater californiani. Per chi non lo sapesse, l’importanza del vestiario, in questo stile, è tanto cruciale da aver dato origine alla realizzazione di tirature limitate e capi d’abbigliamento tanto particolari da renderli introvabili nei normali negozi.

BUMP è l’applicazione peer-to-peer che vuole farsi strada tra gli amanti di questo stile, nata in Inghilterra sei mesi fa, contando attualmente più di 200 mila utenti che acquistano e vendono edizioni limitate di brand come Supreme e Kith.

bump Streetwear
By highsnobiety.com

Una volta effettuata la registrazione, chiunque potrà vendere il proprio abbigliamento, e il prezzo sarà stabilito direttamente dal venditore che pagherà il 6% di tasse a BUMP e il 2,9% a PayPal per ogni vendita. Gli utenti potranno filtrare i prodotti per marca o per prezzo.

Non manca la parte social che permette agli utenti di seguire un determinato venditore e di mettere un mi piace al suo vestiario. È presente, inoltre, un sistema di valutazione simile a quello che possiamo trovare su altre piattaforme di compravendita ed è possibile dialogare con il venditore.

La funzione di comunicazione permetterà di accrescere la fiducia nella persona dalla quale stiamo effettuando l’acquisto, e darà la possibilità di contrattare, nella speranza di aggiudicarsi il prodotto ad un prezzo inferiore. Dati gli oltre 5 milioni e mezzo di messaggi scambiati, la funzione è sicuramente una parte vitale dell’applicazione.

bump Streetwear
Jack Ryder e Sam Howarth, co-fondatori di Bump. By highsnobiety.com

La più grande differenza con altre applicazioni per la compravendita di abbigliamento è che il controllo della merce non viene effettuato fisicamente da BUMP prima che i prodotti siano consegnati al destinatario, per questo vi è la possibilità di trovare venditori con prodotti finti o contraffatti.

L’assicurazione maggiore è sicuramente data dal servizio di restituzione offerto da PayPal che permette all’acquirente di rimandare indietro un prodotto se questo non soddisfa i requisiti assicurati da parte del venditore.

Il punto su cui Jack Ryder e Sam Howarth, co-fondatori di Bump, si sono concentrati è che sono presenti moderatori, esperti del settore, che conoscono perfettamente i prodotti delle succitate aziende e per questo capiscono facilmente se il prodotto venduto potrebbe o meno essere contraffatto. In caso positivo, si blocca l’utente e l’ID del suo dispositivo, evitando altri problemi con l’utente in questione.

bump Streetwear

Come ci si aspettava, per quanto l’applicazione sia nata in Inghilterra, il 45% dell’utenza proviene dagli Stati Uniti e si è notato che vi è un traffico importante tra utenti di differenti nazioni. A quanto pare gli acquirenti preferiscono pagare un prezzo leggermente maggiore per ricevere prodotti che altrimenti non avrebbero potuto acquistare nella loro regione.

Ricordiamo che attualmente l’applicazione è disponibile in esclusiva per iOS e potete trovare tutte le informazioni sul sito ufficiale.