Caglia Pianoforte ad Acqua
I bambini della scuola di Cagliari alle prese con il loro progetto

Nella bozza del progetto Buona Scuola erano presenti ben tre pagine dedicate al coding, moltissimi insegnanti si sono chiesti cosa fosse. Oggi quel termine è stato tradotto nell'uso pratico in diverse scuole italiane, in cui alcuni insegnanti sono stati in grado di unire la programmazione vera con altri stimoli rendendo il digitale un'esperienza unica e concreta.

La creazione di un pianoforte digitale ad acqua

Questo è il caso del professor Antonello Zizi, docente di informatica all'Istituto Industriale di Cagliari. Quando una collega della scuola primaria l'ha chiamato e gli ha chiesto di far capire ai suoi studenti cosa fosse il coding, oltre che a fare qualcosa di diverso dalle consuete proposte su questo tema, Zizi non si è certo tirato indietro.

Anzi, ha avanzato l'idea di creare un Pianoforte Digitale ad acqua, un oggetto molto particolare e originale. Questo particolare progetto gli ha permesso di trattare argomenti come algoritmica, elettronica e programmazione. Il progetto ha saputo regalare ai bambini della scuola primaria la possibilità di apprendere a spellare cavi, connettere pin ad Arduino, creare connessioni con le resistenze elettrice. Una vera e propria lezione partita dalla base dei fenomeni elettrici, passando per l'uso dei diagrammi di flusso e arrivata alla costruzione pratica dello strumento, che è stata la parte più intrigante e entusiasmante per i ragazzi.

Gli studenti hanno così imparato le basi del digitale e quando hanno provato il pianoforte sono rimasti sbalorditi. Un progetto che entra perfettamente nel Piano nazionale della scuola digitale che ha il compito di formare i futuri cittadini ad essere all'altezza degli altri Paesi europei nonostante il gap in merito alle competenze digitali, con l'Italia negli ultimi posti della classificata stilata dall'Ocse. A Cagliari questi due docenti sono riusciti a far crescere la curiosità e l'interesse di questi bambini, che hanno saputo realizzare con le proprie mani uno strumento che ha bisogno di essere programmato.