Carta di credito obbligatoria sui siti porno, arriva il Digital Economy Act

Sexy silhouette of a couple

Attualmente in Gran Bretagna vi è una situazione politica abbastanza tergiversata, soprattutto dopo i recenti eventi Europei. Ma la situazione di instabilità e cambio di rotta riguarda anche gli argomenti che trattano della parte "interna" del paese. Per essere precisi, uno dei più delicati ed importanti: il tema giovani e sessualità.

Parte infatti dalla patria Anglosassone un nuovo provvedimento giuridico, denominato Digital Economy Act, che imporrà controlli più severi sui domini che offrono servizi pornografici.

Il Digital Economy Act

Il Digital Economy Act è un'iniziativa, se così è concesso chiamarla, firmata dal ministro Britannico Matt Hancock.

Questo entrerà in vigore tra nove mesi per la precisione ed instaurerà un sistema di controlli obbligatori quando gli utenti tenteranno di accedere ad un sito contenente al suo interno materiale pornografico. Questa limitazione consiste infatti in un algoritmo automatizzato che richiederà le credenziali della carta di credito della persona, al momento dell'accesso.

Tale precauzione non è indirizzata a motivi economici o finanziari, bensì ad identificare il soggetto che ha intenzione di usufruire del materiale hard e verificarne la maggiore età.

L'allarme National Society for Prevention of Cruelty to Children

Ovviamente, dall'effetto del provvedimento giuridico, non saranno esenti le figure più importanti del settore, tra cui PornHub e YouPorn, per citarne alcuni. Essi dovranno aggiornare le proprie homepage con un software apposito per rispettare le future norme che entreranno in vigore.

Una decisione che è scaturita in primis dopo l'allarme lanciato dal National Society for Prevention of Cruelty to Children (NSPCC), che ha affermato nelle sue ultime ricerche statistiche: attualmente hanno avuto accesso a contenuti porno il 65% dei ragazzi compresi tra l'età dei 15-16 anni ed inoltre il 48% degli utenti che si aggirano tra gli 11 e i 16 anni.

La questione privacy

Ovviamente, questa iniziativa giuridica ha sollevato molte perplessità e critiche riguardo il tema della privacy.

Lo stesso Jim Killock, direttore di Open Rights Group, ha affermato come tale sistema di controlli porterebbe ad un'emorragia di dati sensibili che contribuirebbero solamente a creare dei profili a carattere commerciale sulle abitudini dei consumatori di porno usuali.

Inoltre, ma non da meno, l'enorme rischio dato dall'appetibilità che questo mare di "Big Data" porterà è più reale che mai. Difatti, siti noti come xHamster e Brazzers hanno ricevuto violazioni che hanno danneggiato rispettivamente 380.000 e 800.000 utenti circa.

Partendo dalla prospettiva di protezione e tutela che guida le intenzione del governo Britannico, è giusto considerare come questa abbia sia sfumature positive, che negative.