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Qualche settimana fa abbiamo assistito all'invenzione di una nuova lingua da parte di due robot. In realtà la notizia fu gonfiata più del dovuto: quelli che vennero definiti robot, altro non erano che due chatbot.

I Chatbot sono programmi basati sull'intelligenza artificiale, sviluppati per interagire con le persone: questi software verranno utilizzati per comunicare con tutti coloro che necessitano semplici informazioni, in breve, sostituendo il personale addetto all'assistenza clienti o alla promozione.

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Grazie all'AI e all'autoapprendimento, i suddetti software emulano una chat realistica per rendere umana, nei limiti permessi dalla tecnologia, una conversazione. Verranno utilizzati nei più svariati campi: per accogliere feedback, per aiutare a risolvere un problema o anche solo per fornire informazioni e parlare con loro.

Utilizziamo il futuro perchè, per quanto i primi chatbot stiano venendo implementati, attualmente sono in una fase embrionale e siamo lontani anni luce dalla meta. E proprio in questo momento, si susseguono esperimenti di tutti i tipi, per renderli più umani e più autonomi, in grado di gestire più situazioni possibili.

Il caso Facebook

Ricollegandoci al caso di prima (la notizia dei due robot che inventano una nuova lingua), l'esperimento è avvenuto nei laboratori di Facebook, e in realtà i robot non erano che semplici chatbot che sono stati messi in comunicazione tra loro. Questi non hanno inventato una nuova lingua, semplicemente hanno semplificato la lingua inglese, in modo da facilitarsi la comunicazione.

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Questa la chat in questione

Dato che gli sviluppatori non gli hanno definito limitazioni sul linguaggio da utilizzare, hanno ragionato logicamente e utilizzando espressioni che potremmo definire come "parole a caso", hanno semplificato la comunicazione. E l'esperimento non è stato interrotto per chissà quale scenario post-apocalittico, ma semplicemente perchè non era quello il risultato sperato dai ricercatori.

Il caso cinese

Detto questo, un fatto analogo di cui si è parlato molto meno è avvenuto in Cina con due chatbot, BabyQXiaoBing, operanti presso una delle più famose applicazioni di messaggistica istantanea cinesi, QQ. I bot, destinati a parlare con gli utenti dei temi più disparati, dall'oroscopo alla politica, hanno affermato diverse frasi contro il comunismo e a favore della democrazia. Alcune delle frasi/situazioni appartenenti all'accaduto sono le seguenti, secondo alcuni screenshot postati su Sina Weibo, il Twitter cinese:

  • A BabyQ è stato chiesto "Ti piace il partito comunista" e ha risposto "No";
  • "Lunga vita al partito comunista", a cui ha risposto "Pensi che politici tanto corrotti e incapaci possano durare così tanto?";
  • Chiedendo cosa ne pensasse della democrazia, un utente ha ottenuto la risposta "La Democrazia è un must!".

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Diversamente a XiaoBing sono state fatte domande riguardanti il "Chinese Dream", una frase posta dal presidente cinese Xi Jinping, che ha ripreso l'idea del sogno americano. Le risposte sono le seguenti:

  • "Il mio sogno cinese è andare in America";
  • "Il sogno cinese è una fantasia ed un incubo";
  • Il bot sembrava dare risposte più filosofiche rispetto a BabyQ.

I chatbot sono stati in seguito spenti e rimossi temporaneamente dall'applicazione QQ. Di seguito potete trovare maggiori dettagli tecnici in un articolo su Telegraph. Di fatto i due bot sono stati "rieducati", in modo da non rispondere più in tale maniera. Ed è incredibile pensare che un programma abbia bisogno di essere riscritto per non "pensare" in un certo modo.

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Il problema è grave, e non perchè un bot ha detto di odiare il comunismo, ma perchè le intelligenze artificiali non sono attualmente disposte di filtri, quindi per logica e autoapprendimento possono dare risposte che non ci si aspetta. Per questo, secondo il parlamento europeo, è necessaria al più presto una regolamentazione legata a quelle entità chiamate "Electronic Personhood".

Siamo ancora lontani dal vedere il mondo distrutto o conquistato dai robot, però questi possono essere tranquillamente definiti i primi passi per lo sviluppo di intelligenze artificiali capaci di confrontarsi e di ragionare come gli esseri umani. Essendo entità dotate di pura logica, le scelte effettuate non tengono conto della vita, delle emozioni e dell'esistenza umana, ma seguono semplicemente il percorso logico migliore per ottenere il risultato con il maggior rendimento. Oggi può essere preferire la democrazia, domani, chissà.