È il paese più popoloso al mondo, la seconda economia globale e sta cercando di assumere un ruolo chiave nel mercato dell’innovazione, superando la vecchia immagine di fabbrica del mondo occidentale e progettando sempre di più prodotti e servizi ad alto valore aggiunto. È ormai sempre più comune per noi avere a che fare con aziende che hanno la loro base in Cina, ad esempio quando prendiamo una bici di Mobike o Ofo, oppure quando compriamo un prodotto marchiato Xiaomi o Huawei.

Gli investimenti dalla Cina per l’innovazione

Quello cinese sta diventando uno dei principali mercati dei capitali per le startup innovative, come dimostra la grande capacità di spesa che hanno gruppi come Tencent e Alibaba, alla quale dobbiamo aggiungere gli investimenti che stanno compiendo imprese come Didi Chuxing, che è a sua volta finanziata da una società di telecomunicazioni, la giapponese Softbank.

Aziende cinesi stanno prendendo ruoli di leadership in settori come l’intelligenza artificiale e l’automazione industriale, fortemente promossi dal governo. Bisogna anche considerare la maggior dimensione del mercato interno, che vede una classe media in costante crescita, un numero di utenti dotati di smartphone triplo rispetto agli USA e anche il maggior numero di professionisti, visto che il numero di laureati STEM nettamente maggiore rispetto agli Stati Uniti.

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Classifica dei paesi con il maggior numero di laureati STEM (Science, Technology, Engineering, Mathematics)

I vantaggi competitivi del mercato cinese

Oltre ai vantaggi già elencati ci sono da considerare quelli legati alla regolamentazione del mercato digitale. In Cina non sono infatti presenti le tutele alla privacy di livello occidentale e questo offre vantaggi per tecnologie come l’intelligenza artificiale che hanno modo di allenarsi su una grande quantità di dati.

Secondo dati crunchbase, le startup cinesi dell’intelligenza artificiale hanno attirato il 48% degli investimenti a livello globale, contro il 38% ottenuto dalle startup statunitensi.