Startupitalia ha recentemente avuto l’idea di parlare con alcune startup di Polyhub e fare alcune domande ai dipendenti all’interno di esse.

A rispondere è stata Citybility, un’innovativa azienda che opera nel campo finanziario ed economico per il sostentamento di altri enti e che con la scusa ha parlato di sé e dei suoi obiettivi sociali ed economici.

Citybility sta per supporto

Citybility è una nota piattaforma, residente a Monza, ideata per sostenere e finanziare progetti no profit.

Attualmente l’azienda è in fase di allargamento del suo raggio d’azione su Milano, anche se il suo vero obiettivo di espansione comprende il territorio della Gran Bretagna e dell’Olanda. Questo poiché, come spiega Martino Cortese, che lavora all’interno della startup nel campo di sviluppo e business, non esiste ancora un leader nel settore delle donazioni ed è quindi giusto progettare in grande e provare a diventare uno dei punti di riferimento in questo settore.

Citibility

La storia di Citybility

Citybility nasce, originariamente, come prodotto del Politecnico di Milano con il nome di Grouoff.

Questa nacque comunque con l’intento di promuovere piccole entità economiche e commerciali locali supportandole tramite donazione, in caso gli utenti effettuino un tot di spesa all’interno dello store della piattaforma promotrice.

In seguito poi il sistema di sostentamento tramite donazioni fu sviluppato e migliorato con l’integrazione del sistema di QR Code.

Citybility, sin dai suoi primi anni di attività sotto un altro nominativo, è comunque rimasto uno strumento coerente con la sua mission originaria. Questo è infatti un ottimo espediente per fidelizzare i clienti e promuovere determinati enti, oltre che sostenerli in termini economici.

Citibility

La startup in questione risulta quindi essere sicuramente un grande risultato nazionale di vero e proprio marketing sociale e visti gli enormi risultati nel corso del tempo, i membri operanti all’interno del progetto sottolineano come questo sia un esempio concreto di risultato positivo in un mercato ancora inesplorato.

D’altronde, se le grandi aziende e compagnie intraprendessero dei seri investimenti in questa tipologia di business, potrebbe venire alla luce un territorio monetario proficuo e fertile abbordabile per la maggior parte dei “newcomers“.