Nell'ultimo periodo l'intelligenza artificiale ha fatto enormi passi in avanti. Abbiamo visto come essa viene impiegata in diversi ambiti, profondamente diversi fra loro.

L'intelligenza artificiale è stato adoperata da vari produttori di smartphone, come Apple, Huawei e Samsung, per migliorare le prestazioni o l'efficienza dei diversi sistemi di sblocco. Google stessa ha avviato diversi investimenti nel settore.

Tesla e altri case produttrici di automobili stanno sfruttando l'intelligenza artificiale per migliorare i diversi sistemi di sicurezza o di guida autonoma montati sulle diverse autovetture.

Tuttavia la situazione è tutt'altro che rosea. Il crescere smisurato delle potenzialità offerte dall'intelligenza artificiale spesso rende ciechi rispetto alle possibili conseguenze.

In una recente intervista al talk show radiofonico di Hugh Hewitt, Hilary Clinton, ex segretario di stato degli USA, ha affermato che l'America è non pronta ad affrontare l'impatto economico e sociale che l'arrivo dell'intelligenza artificiale potrebbe scatenare.

Alcune parole della Clinton sono dedicate ad alcune personalità di spicco nella comunità internazionale:

"Molte persone intelligenti, come Bill Gates, Elon Musk, Stephen Hawking, stanno suonando un allarme che non stiamo ascoltando. E il loro allarme è che l'intelligenza artificiale non è nostra amica."

Guida autonoma, cellulari intelligenti, sicurezza aumentata, sembrano tutti campi che possano giovare di questa nuova tecnologia. Tuttavia campi come la sorveglianza digitale e l'automazione del lavoro potrebbe causare grandi disagi:

"Tutto quello che sappiamo, ogni cosa che diciamo, e tutto ciò che scriviamo, è registrato da qualche parte. Cosa faremo quando avremo auto senza conducente? Sembra un'ottima idea. Quanti milioni di persone, camionisti, addetti alla consegna di pacchi, conducenti di taxi e persino guidatori di Uber, cosa faremo con questi milioni di persone che non avranno più un lavoro? Siamo completamente impreparati per questo."

Tuttavia, nonostante le critiche piuttosto fondate e sensate, nessuna proposta di reazione è stata presentata. La Clinton si è limitata ad esortare il governo a reagire, anche in modo piuttosto tempestivo:

"Una cosa che avrei voluto fare se fossi stata Presidente è avere una commissione formata da persone di ogni genere che si riunivano per stabilire quale dovesse essere la politica americana sull'intelligenza artificiale."

Hilary Clinton, con l'intento di far riflettere molti degli ascoltatori, ha poi concluso il suo intervento con una frase ad effetto: "non possiamo rimettere il genio nella lampada".