La rivoluzione digitale è ormai presente in tutti i settori e richiede per questo interventi legislativi affinché ciò sia positivo per tutti i cittadini. Le cinque più grandi imprese per capitalizzazione a Wall Street appartengono appieno a questo mercato e questa grandezza le pone, apparentemente, al di sopra della legge. Uno degli aspetti che meritano una maggior cura è quello fiscale, dove stanno sfruttando appieno una falla della nostra incompleta integrazione europea.

La possibilità per un'impresa di un qualunque paese europeo di operare in tutto il territorio è una conquista ed è fonte di semplificazione soprattutto per le piccole imprese digitali, ma per le grandi multinazionali è una soluzione che consente di accedere all'intero ricco mercato europeo, scegliendo di versare le tasse nello stato più conveniente.

Alcune proposte di Web Tax

Il tema è già stato considerato dalla politica, con la formulazione di alcune proposte di Web Tax. Nessuna di esse è finora arrivata all'approvazione per via dei problemi legati al rispetto delle normative europee e la tutela delle piccole imprese del digitale, che rischiavano un aumento degli adempimenti fiscali.

Prendendo spunto dalla cedolare secca per gli affitti, una delle proposte che potremmo vedere nei prossimi mesi è una tassazione sugli annunci pubblicitari online. Questa soluzione sostenuta anche da alcuni nostri partner europei non mi sembra però adatta a colpire l'intero settore, per via dell'applicazione al solo settore pubblicitario

Una corporate tax europea come soluzione

Le società sfruttano l'incompletezza dell'integrazione europea e per questo la soluzione a questo problema non può venire da iniziative unilaterali. L'integrazione dei sistemi fiscali è infatti l'unica vera soluzione a questi problemi.

Nella pratica, ci potrebbe essere una corporate tax unica in Europa, che annullerebbe le differenze fiscali nei vari paesi e metterebbe fine a una competizione che danneggia i cittadini comunitari. La (quasi) detassazione dei profitti per le grandi imprese toglie infatti ai paesi i fondi che potrebbero essere utilizzati per la lotta alle eccessive disuguaglianze.