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Le illustrazioni dinamiche, proiettate durante il convegno, sono state prodotte da Housatonic

Ancora non abbiamo chiaro cosa si celi davvero dietro alla locuzione “Big Data“. Lasciatemelo dire, nell’epoca in cui tutto è sulla rete, ed il metodo di marketing migliore è quello di fare uso dei nostri dati, dei nostri gusti personali per proporci i prodotti più adatti alle nostre esigenze, nell’epoca dove vengono create nuove esigenze proprio grazie a queste due brevi parole, devo ripeterlo, non conoscerne il significato è una lacuna abbastanza grave.

Pensieri dal popolo

È questo il primo messaggio che è stato proiettato durante la conferenza di lancio del mensile Corriere Innovazione, avvenuta lo scorso giovedì al Palazzo Zevallos Stigliano (Napoli), ex sede Banca Intesa e da qualche anno a questa parte Galleria d’Arte.

Un video ha mostrato come la maggior parte delle persone ha solo un infarinatura di base – molto spesso nemmeno quella – su come funzionino le politiche di Big Data e quelle relative alla privacy, ai cookies e come queste vengano usate dalle aziende. C’è chi, non sapendo, si fa spaventare da tutto ciò, e diventa diffidente rispetto a qualsiasi social media. C’è addirittura chi pensa che internet sia la piaga della nostra società, e che andrebbe abolito. Ma ovviamente, come recita un vecchio detto in latino, “in medio stat virtus” (letteralmente “la virtù sta nel mezzo”): internet ha davvero grandissime potenzialità per far esprimere al meglio le potenzialità dell’essere umano su tutti i fronti, anche se non mancano i pericoli.

In ogni caso, si è trattato di un ottimo spunto per iniziare una discussione sui Big Data che, grazie alla conduzione sapiente di Massimo Sideri, è riuscita a spostarsi su vari ambiti che hanno risentito enormemente dell’innovazione e della digitalizzazione negli ultimi anni.

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La tavola rotonda.

L’innovazione nella vita di tutti i giorni

Stefano Guindani ha raccontato il valore della fotografia, della sua magia, e di come ormai chiunque oggi possa fruirne, pur non sempre in maniera artistica/espressiva. In particolare ha narrato di un suo esperimento, avvenuto alle Hawaii, località in cui ha deciso di scattare unicamente due foto al giorno con una macchina fotografica istantanea. Il risultato è stato davvero particolare, ed ha dimostrato quanto oggi facilmente si possa perdere il valore di una foto, oltre che alla sua fisicità.

A seguire Massimiliano Del Barba ha intervistato Riccardo Amoroso (Chief Innovation & Sustainability Officer, Enel Green Power), il quale ha fatto luce – scusate il gioco di parole – sulla convenienza economica dell’energia rinnovabile, e sui piani futuri di Enel Green Power per le città, tra cui spiccano lampioni a luminosità adattiva, con prese di corrente per ricaricare le automobili elettriche.

Dalla pratica alla teoria

La tavola rotonda, con Agostino Santoni (CEO di CISCO Italia), Mario Paloschi (CEO di Ballandi Arts), Marco Rossi Doria (ex sottosegretario all’Istruzione) e Nicola Saldutti (Caporedattore della sezione economica del Corriere della Sera, ha fatto invece riflettere su elementi più filosofici: si è partiti dalla possibilità di fare progresso dando gli strumenti necessari ed insegnando cooperazione, criticità ed ascolto agli studenti fin dalle scuole superiori, per arrivare a parlare di umanesimo tecnologico, e di predizione ed intuizione nell’innovazione.

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Ecco un esempio di scribing completo

Fisica e Teatro: l’innovazione come intersezione

Notevole è stato l’intervento di Vincenzo Salemme, celebre attore comico campano, il quale ha illustrato un’interessante analogia tra il Teatro e la Fisica. Secondo lui, infatti, in entrambi si va a cercare qualcosa di unico, quella scintilla di creazione inimitabile. Nel teatro questo concetto va a concretizzarsi nell’esibizione sul palcoscenico, sempre unica e mai uguale a se stessa, mentre nelle scienze diventa la scoperta, l’intuizione. Per Salemme innovazione significa “essere nel presente”, ovvero recitare in maniera tale che il messaggio arrivi forte e chiaro al pubblico moderno. Questo vuol dire utilizzare un linguaggio, degli accenti, delle cadenze al passo coi tempi. Nella tecnologia invece l’innovazione è saper trovare, saper predire – e qui torniamo al discorso di Nicola Saldutti – la direzione del mondo, per migliorarlo.

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In foto, Vincenzo Salemme durante l’intervento al convegno.

A chiudere ed a condire l’incontro ci sono state alcune interessanti presentazioni, come quella di Michele Novelli, che ha proposto un progetto di micro-finanziamenti basato sui Big Data, e quello del workshop basato sul medesimo argomento di Valentina De Mattei.

Insomma, un’impressione a 360 gradi in un luogo di arte e cultura che d’impressionisti ne ha ospitati molti.

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La fine del convegno.