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Dazi, il crollo dei titoli tecnologico dopo l’annuncio di Trump

L’annuncio dei nuovi dazi imposte dal presidente Donald Trump ha scatenato reazioni negative sui mercati finanziari, generando un’ondata di vendite tra gli investitori. Gli operatori di borsa hanno accolto con scetticismo le misure, causando un calo dei principali indici di Wall Street e una contrazione delle azioni delle principali aziende tecnologiche. I futures legati all’S&P 500, al Nasdaq 100 e al Dow Jones indicano un’apertura in ribasso, segnalando il nervosismo del mercato.
L’impatto sulle Big Tech e i settori colpiti
Le sette grandi aziende tecnologiche, conosciute come “Magnificent 7”, hanno registrato significative perdite nelle contrattazioni post-mercato a causa dei nuovi dazi, che potrebbero aumentare i costi di produzione e limitare la loro competitività internazionale:
- Apple (-4,7%)
- Amazon (-3,8%)
- Meta (-3,7%)
- Tesla (-3,6%)
- Nvidia (-3,2%)
- Microsoft (-1,7%)
- Alphabet (Google) (-2,4%)
Anche altri colossi del settore industriale e dell’automotive, come Palantir (-5,2%), General Motors e Stellantis, hanno subito contrazioni nei loro valori azionari. Il settore automobilistico, fortemente dipendente dalle importazioni di componenti, potrebbe essere particolarmente vulnerabile all’aumento dei costi derivante dalle nuove imposte doganali.
I dettagli dei dazi e le implicazioni economiche
Le nuove misure tariffarie prevedono:
- Una tariffa base del 10% su tutti i paesi, che entrerà in vigore dal 6 aprile alle ore 12:01 (ET).
- Tariffe specifiche che impatteranno:
- Cina con un dazio del 34%, il più elevato tra quelli annunciati.
- Unione Europea con un’imposta del 20% sulle esportazioni destinate agli Stati Uniti.
- Vietnam (32%), Taiwan (24%) e Giappone (26%).
- Nessuna modifica per i prodotti provenienti da Canada e Messico, con eccezioni per quelli conformi all’accordo USMCA.
Una modifica significativa riguarda la chiusura dell’esenzione de minimis, che consentiva la spedizione di piccoli pacchi esenti da dazi. Questa decisione avrà un impatto diretto sulle piattaforme di e-commerce che sfruttavano tale agevolazione, come Temu, di proprietà della società cinese PDD, le cui azioni sono già calate del 4,9% dopo l’annuncio.
Le prospettive degli analisti
Le opinioni degli esperti sull’impatto dei nuovi dazi sono discordanti.
Melissa Brown, esperta di strategie d’investimento presso SimCorp, sottolinea che la decisione potrebbe rendere più complessa la pianificazione per le aziende, introducendo nuove variabili di rischio. Inoltre, potrebbe complicare il compito della Federal Reserve, aumentando i costi di importazione e rallentando la crescita economica.
D’altra parte, David Wagner, portfolio manager di Aptus Capital, minimizza il potenziale impatto, evidenziando che le nuove tariffe interesseranno solo il 15% dell’economia americana. Secondo Wagner, la forza del dollaro e la resilienza del mercato del lavoro fungeranno da ammortizzatori, mitigando le conseguenze per i consumatori.
Gli effetti a lungo termine dei nuovi dazi restano incerti. La possibilità che altri paesi rispondano con misure analoghe potrebbe scatenare una vera e propria guerra commerciale, con ripercussioni sull’inflazione, sui consumi e sugli investimenti aziendali.
I prossimi mesi saranno cruciali per valutare le risposte dei partner commerciali degli Stati Uniti e le eventuali contromisure adottate per fronteggiare questa nuova ondata di protezionismo.