Quando pensiamo all’economia digitale sicuramente non ci viene in mente l’immagine di un caseificio, anche se proprio il settore caseario sta iniziando a scoprire in misura davvero importante le novità offerte dalle tecnologie digitali con dei migliori risultati nella qualità di latte e formaggi. Insomma, siamo davanti all’AgriFood 4.0 anche in Italia.

La ricerca dell’Osservatorio digitale

Per analizzare questo settore utilizzeremo i dati e le testimonianze della ricerca compiuta dall’Osservatorio Smart AgriFood della School of Management del Politecnico di Milano in collaborazione con l’Università di Brescia. L’Osservatorio ha infatti attivato un tavolo concentrato sulle filiere produttive legate al latte.

Nel contesto agroalimentare italiano, il settore lattiero-caseario è già fra i più avanzati dal punto di vista tecnologico, con una grande mole di dati raccolti grazie ai pedometri per il monitoraggio del bestiame, con i più evoluti sistemi di gestione della mandria, fino ai robot di mungitura. Le nostre analisi però mostrano che il comparto oggi potrebbe risparmiare molti milioni di euro l’anno introducendo a livello di filiera strumenti digitali innovativi, nella maggior parte dei casi semplici e con investimenti ragionevoli. E i benefici potenziali sono significativi per tutta la filiera: dagli allevatori ai fornitori di materie prime, dalle industrie della trasformazione agli enti terzi di controllo, fino al consumatore finale”.

Filippo Renga, Direttore dell’Osservatorio Smart AgriFood 

Le soluzioni per produrre latte e formaggi

Per la produzione di latte e formaggi è infatti sempre più presente l’uso del digitale, anche e soprattutto per le attività di controllo. L’introduzione di soluzioni digitali per un monitoraggio in tempo reale dell’alimentazione delle bovine attraverso una piattaforma web permette un risparmio di circa 64.000 € l’anno per l’intero ecosistema di un singolo caseificio a cui fanno capo un centinaio di allevamenti, che a loro volta ricevono circa 5.000 consegne annue da parte di fornitori di mangimi.

Digitalizzazione esempio grafico

La “ricetta veterinaria elettronica”, già partita in fase sperimentale e obbligatoria nel primo semestre del 2018, consente di snellire il processo di prescrizione eliminando i flussi cartacei che comportano costi di archiviazione e spedizione, complicazioni e inefficienze. L’Osservatorio Smart AgriFood stima che un programma avanzato di utilizzo della ricetta elettronica applicato al campione dell’ecosistema di allevamento della regione Lombardia (5.818 allevamenti di bovini da latte con una media di 190 capi l’uno) possa produrre un risparmio di 18,3 milioni di euro l’anno distribuiti tra tutti gli attori della filiera, con benefici ulteriori in termini di valorizzazione del prodotto in ottica di “Food Safety”, sostenibilità e trasparenza del sistema.

Il risultato di queste soluzioni è una vera dematerializzazione dei processi, alla quale si aggiungerà nei prossimi anni una sempre maggiore presenza di dispositivi IoT all’interno degli allevamenti che arricchiranno ancora di più questo settore, sempre più 4.0.