Direttoo è una startup che nasce da Diego Pelle, ristoratore di grande esperienza, e Chiara Mastromonaco, produttrice vinicola. L’intenzione di questa azienda è quella di ridurre i costi dell’intermediazione nel settore alimentare, permettendo ai ristoratori di scegliere con cura cosa comprare e da chi comprarlo.

Sui numeri e sulle attività avviate da Diretto si è così espresso Pelle:

“Oggi nel canale Ho.re.ca ci sono circa 13.000 intermediari che acquistano un certo numero di merci per raggiungere delle economie di scala e poi si occupano della distribuzione capillare, applicando ovviamente il proprio mark up.”

Molto spesso la gente si lamenta dell’eccessivo prezzo che alcuni cibi o pietanze hanno, tuttavia, forse, non sanno quanto è complesso il processo di acquisto. Infatti l’intermediazione costituisce il 60/70% del prezzo finale del prodotto.

Tale dato è impressionante e fa pensare a quanto, sia consumatore che venditore, possano risparmiare sul singolo prodotto. Questo è proprio l’obbiettivo di Direttoo: ottimizzare il processo di intermediazione grazie alla tecnologia oggi presente.

Direttoo, l’importanza di un’analisi di mercato

L’ideatore di Direttoo, Sergio Pelle, ha spiegato quanto sia complesso capire il processo che porta all’acquisizione di un prodotto, sia per un esterno sia per un esperto che, come lui, ha l’intenzione di migliorare tale situazione.

“Recentemente, abbiamo affiancato una multinazionale del food&beverage, che ha acquisito un noto brand di bevande gassate, per comprendere i dettagli del modello distributivo del prodotto. Al fine di acquisire dei dati ci siamo rapportati con diversi  intermediari  e abbiamo scoperto che, a parità di condizioni di vendita dal produttore al distributore, la variabilità del prezzo a livello distributivo arriva al 62%.  Il produttore però, una volta che vende all’intermediario tradizionale , non sa poi come viene venduto il proprio prodotto, a che prezzo e a quali condizioni. Non si sa se il prodotto viene venduto o meno, né si conoscono le ragioni.”

Il mercato delle intermediazioni alimentari fattura venti miliardi di euro, una cifra sproposita se, come le seguenti parole di Pelle evidenziano, è realmente possibile rendere più efficiente questo mercato:

“Gli investimenti, per la maggior parte dei produttori, non si basano su dati o evidenze, ma su ipotesi del tutto soggettive. I grandi brand creano dei team di outlet development, agenti interni che si recano presso vari punti vendita per effettuare delle indagini: una perdita di tempo e di risorse incredibile. Le grandi aziende sostengono un costo che impatta solo relativamente sul proprio fatturato, mentre il piccolo produttore ha solo due scelte: non arrivare fino al mercato della ristorazione oppure vendere i propri prodotti ad un distributore, perdendo soldi e non avendo nessun dato per costruire le migliori strategie sales&marketing.”

Diretoo logo e slogan

Direttoo, i numeri del successo a chilometro zero

Abbiamo visto come, prima di partire, Direttoo sia partita da una profonda ed accurata analisi di mercato, ma ora passiamo a vedere cosa offre l’azienda.

Direttoo è molto più di un semplice distributore, sul sito sono infatti presenti circa 5000 prodotti. L’intero sistema è poi automatizzato, dall’ordine al tracking sino alla possibilità di ripetere un ordine; tutto è assisto dalla tecnologia.

Diretoo dettagli sui processi e le varie fasi

I numeri di Direttoo non sono indifferenti e l’azienda è infatti entrata nel processo di accelerazione di LuissEnlabs. Grazie a tutti i motivi elencati in precedenza e a un modello di business innovativo, Direttoo fattura 80.000 euro al mese.

I numeri di Direttoo non finiscono qui. Nel 2016, anno chiuso in positivo, il team contava solamente quattro persone. Attualmente sono ventiquattro le persone che lavorano per questa aziende che mira a chiudere il 2017 con un fatturato di più due milioni euro.

Numeri incredibili, che stupiscono ancora di più se si pensa che l’azienda non ha investito un centesimo in attività di marketing.

Pelle però non è impressionato da questi risultati, anzi:

“Alcuni non hanno capito il nostro modello di business, altre associazioni non hanno voluto collaborare con noi per paura di diminuire le proprie revenue e magari “innovare troppo un settore così obsoleto”.”

Per collaborare con la startup non bisogna far altro che contattarla e inviarle dei prodotti in test. Se il prodotto risulterà idoneo agli standard di Direttoo e se il prezzo risulterà corretto, il prodotto sarà inserito nel catalogo senza costi aggiuntivi.