Dopo anni di lunga attesa, continui annunci che sembravano falsi, finalmente a maggio 2016 è uscito l'ultimo capitolo della saga che ha rivoluzionato per sempre il genere degli sparatutto in prima persona: parliamo del nuovo capitolo e reboot di DOOM, disponibile per PC, PS4 e Xbox One. Sviluppato da ID Software (ora proprietà di Bethesda), sfrutta l'ultima versione dell'engine proprietario ID Tech 6, che punta a fornire il feeling dei primi due capitoli.

Dopo l'uscita nel 2004 di Doom 3, che molti non apprezzavano per via della netta differenza sia in termini di gameplay che di atmosfera rispetto ai suoi due predecessori, ID Software tenta di recuperare rilasciando un reboot dei primi due capitoli, sarà riuscita nell'impresa? Ne parleremo in un piccolo speciale più avanti nella recensione.

1Storia e personaggi

Doom non è mai stato un videogioco famoso per la sua trama: anche se presente in minima parte, è da sempre considerata un fattore secondario. La trama di DOOM è di per sé simile ai capitoli precedenti: gli eventi si svolgono su Marte e negli Inferi; noi impersoniamo un marine spaziale senza nome e il nostro obbiettivo è chiudere il portale e fermare l'invasione dall'Inferno aperto dalla dottoressa Olivia Pierce. Oltre al protagonista, infatti, troveremo altri due personaggi principali nella trama: la dottoressa Olivia Pierce, che vuole unire i due mondi per cambiare l'umanità e il dottor Samuel Hayden, che ci guiderà durante il nostro soggiorno infernale su Marte per chiudere il portale, ma che ci lascerà un'amara sorpresa.

2Comparto grafico

DOOM è mosso dal nuovo e potente motore grafico ID Tech 6, ultima uscita della famosa serie di motori basati su OpenGL e non (come la stragrande maggioranza) su DirectX. Questa versione dell'engine sembra essere stata riscritta da 0, per via delle sostanziali differenze con ID Tech 5; con l'aggiunta di nuove caratteristiche tra cui: il supporto alle nuove API Vulkan, MegaTexture e grazie all'entrata di Crytek R&D Graphics, è stato possibile migliorare notevolmente gli effetti di illuminazione e rendering, garantendo uno dei migliori risultati mai visti negli ultimi anni su un videogioco. Possiamo infatti vantare di: un nuovo tipo di HDR migliorato, luce volumetrica, DOF, ombre migliorate, nuovi effetti grafici, bloom, Ambient Occlusion e anche nuovi filtri anti-aliasing tra cui TAA o TXAA. Questo va ad aggiungersi alle nuove MegaTexture migliorate, ai modelli più dettagliati, agli ambienti più definiti e alle animazioni migliorate rispetto alle precedenti versioni dell'engine.

3Comparto sonoro

Durante il progresso della campagna, è possibile trovare delle bamboline collezionabili di diversi colori.

Per quanto riguarda il comparto sonoro, ID Software non ha badato a spese per garantire un ottimo risultato, anche se abbiamo notato che alcuni suoni sono stati riciclati dal caro e vecchio Doom 3. Il letale arsenale vanta di suoni di sparo realistici e "gonfiati", difatti, fanno sembrare le armi più potenti di quel che appaiono visivamente. Nel gioco sono presenti pochi suoni ambientali e la colonna sonora, composta da Mick Gordon (già noto per la colonna di Wolfenstein: The New Order e Wolfenstein: The Old Blood), è un misto tra il genere industrial metal ed elettronica. Le canzoni elettroniche vengono riprodotte durante le scene tranquille, mentre per i combattimenti partono melodie più heavy. Riguardo all'adeguatezza con gli eventi, possiamo dire che è discreta: le canzoni industrial metal sono ben azzeccate per lo stile frenetico e violento di DOOM, ma non possiamo dire lo stesso per quelle elettroniche. I dialoghi dei personaggi (eccetto il protagonista che non parla mai) appaiono benfatti e possiamo affermare la stessa cosa per quanto riguarda i suoni dei vari nemici.

4Giocabilità e longevità

Il gameplay di DOOM è un ibrido: un tributo alla vecchia giocabilità dei primi FPS anni '90/'00 con l'aggiunta di alcune meccaniche dei giochi attuali, in modo da rendere il tutto meno obsoleto. Notiamo infatti (per quanto riguarda i primi first-person shooter) un passo molto veloce e frenetico, possibilità di portarsi in inventaritutte le armi presenti nel gioco e la salute non auto-rigenerante: bisogna recuperarla alla vecchia maniera; mentre per le chicche prese dagli FPS moderni, troviamo: doppio salto con un balzo in avanti, possibilità di arrampicarsi e raggiungere zone non convenzionali ed alcune cinematiche, ormai onnipresenti in questo genere di videogiochi, al giorno d'oggi.

Non solo, oltre a questo notiamo anche altre caratteristiche ispirate da diverse e famose modifiche per i primi due capitoli, tra cui: esecuzioni e danno localizzato sui nemici, equipaggiamenti e modifiche alle armi, che ci permettono di avere un arsenale più potente. E parlando a proposito di armi, troviamo le classiche di DOOM: il famoso fucile a pompa e la doppietta (chiamata Super Shotgun), l'indimenticabile motosega, il pericoloso BFG9000 (il nome completo, meglio non svelarlo), con l'aggiunta di: un fucile d'assalto pesante, un cannone Gauss e, solo nel multigiocatore, il fucile di precisione, l'Elettrolaser chiaramente ispirato al Fulminatore di Quake e un'arma particolare chiamata Fucile statico, il cui danno è legato al movimento del personaggio.

Riguardo alla longevità, ID Software ha stimato che la campagna dura circa 13 ore alla difficoltà massima. I livelli di difficoltà sono 5, si parte da quella per neofiti chiamata "Sono troppo giovane per morire" fino ad arrivare a quella più ardua, denominata "Ultra-incubo". Il motivo per cui è stata chiamata così è per via del fatto che se moriamo una volta, non potremo più continuare e dovremo ricominciare tutto da capo. Di seguito vi mostriamo un nostro video gameplay, che mostra la prima boss fight del gioco alla difficoltà "Ultra-Violento" (in totale sono 3):

5Localizzazione ed ottimizzazione

La localizzazione è presente in diverse lingue, compreso l'italiano. Sono doppiati sia testi che dialoghi.

L'ottimizzazione, da quel che abbiamo potuto notare, è ad alti livelli: probabilmente uno dei videogiochi meglio ottimizzati usciti nel 2016 al momento, anche se i requisiti minimi sono alquanto scoraggianti (Intel Core i5 di seconda generazione, 8 GB di RAM ed Nvidia GTX 670). Abbiamo constatato, tuttavia, che pure su schede grafiche e computer meno potenti e recenti, il gioco gira abbastanza fluido (grazie anche alle API Vulkan), ovviamente senza impostare tutti i dettagli al massimo. Mentre raccomandati sono: Intel Core i7 di penultima generazione ed una Nvidia GTX 970 (per una risoluzione di 1920×1080). Di seguito le prove prestazionali effettuate tramite la nostra macchina di prova:

Processore Intel Core i5-2400 @3.20 GHz
Scheda Madre Asrock H77 Pro 4/MVP
Memoria RAM Crucial Ballistix Sport 8 GB 1600 MHz DDR3 CL9
Disco Rigido Western Digital WD10EZEX 1 TB 7200 RPM
SSD Samsung 850 EVO 120 GB
Scheda Grafica MSI GTX 960 4 GB Armor2X @1450 MHz/1178 MHz
Alimentatore XFX TS 550 W 80Plus Bronze
Monitor Samsung T220 1680×1050/Philips P241P6 1920×1080

 

6Multiplayer

Il multiplayer del nuovo DOOM, non sviluppato da ID Software, bensì da Certain Affinity, non è agli stessi livelli della campagna singleplayer. Le prime pecche che abbiamo notato sono state: il passo del giocatore più lento, l'incompleta possibilità di trasportare tutte le armi e di trovarle in giro e le poche mappe a disposizione. Tuttavia, tralasciando questo, troviamo molte modalità disponibili, grande personalizzazione del personaggio, diversi moduli hack e perk e la modalità SnapMap (ovvero un editor di mappe che permette di creare e condividere le proprie con il resto della community).

7È l'erede dei primi due capitoli?

Dopo aver concluso l'approfondimento riguardo ogni aspetto del gioco, passiamo alle conclusioni, soffermandoci su una riflessione: il nuovo DOOM è il perfetto erede dei primi due capitoli?
Per noi la risposta è : il nuovo DOOM è all'altezza rispetto ai suoi primi due capitoli, ci sono alcuni cambiamenti come ad esempio l'aspetto di qualche nemico e l'aggiunta di nuove armi, ma l'essenza stessa è rimasta immutata: percorso su "binari", uccidere, prendere la chiave, uccidere, trovare segreti, finire il livello. Insomma, rispetto a Doom 3 abbiamo notato un ritorno alle origini degno di essere definito tale.