Droni utilizzo salute battito respiro

L'utilizzo dei droni copre sempre più aree; dopo il drone taxi, questo è quello che devono aver pensato i ricercatori della University of South Australia quando sono riusciti a combinare i sistemi di image-processing con un personale algoritmo, in grado di far eseguire al drone una scansione dei segni vitali nelle persone mentre sono in movimento. Naturalmente, i creatori stanno pensando ad un utilizzo allargato alle zone di guerra, ma anche alle case di cura o agli ospedali.

Il sistema è in grado di rilevare i movimenti nel viso degli esseri umani, in modo da localizzare accuratamente la fonte del battito cardiaco e la frequenza dei respiri. Durante le prove, il drone è stato capace di rilevare correttamente i parametri a 3 metri di distanza, ma sarebbe in grado di farlo anche da più lontano, stando alle dichiarazioni dei ricercatori.

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Il prototipo di drone offre già risultati molto incoraggianti

Un nuovo modo di intendere l'intervento sicuro

"Il drone può individuare le persone singolarmente, provvedendo a tracciare per ogni individuo in maniera precisa dove si trovi il cuore."

– Queste le parole del supervisore del progetto, il professor Javaan Chahl. –

"Molti ambienti si presentano ostili, perciò l'utilizzo di un drone si rivela essere l'opzione più sicura; pensiamo ad ambienti come l'oceano, dove è richiesto l'utilizzo di un drone per garantire la raggiungibilità alle persone in pericolo, in modo veloce e sicuro.  Ci sono inoltre situazioni come quelle ospedaliere, in cui non sembra sia davvero necessario che ci siano elettrodi e strumenti per monitorare un paziente, ma se si potesse anche solo lasciare una videocamera a svolgere tale compito, allora sarebbe possibile usare tali strumentazioni dove normalmente non sarebbero utilizzate."

Il lavoro è stato motivato dal bisogno di trovare un modo che non implicasse un contatto diretto per andare a sostituire gli elettrodi; questi sono infatti usati nei paesi in sviluppo del terzo mondo, allo scopo di rilevare i segni vitali nei bambini appena nati. Il contatto con gli elettrodi può però causare infezioni.

Una vera e propria rivoluzione

Ravi Vaidyanathan, docente di robotica al Imperial College di Londra, ha definito "affascinante" tale uso dei droni:

"Sembra una applicazione furba di una tecnologia che è già diffusa, sarà un qualcosa che verrà accolta con benevolenza in quei posti remoti dove c'è bisogno di informazioni sulla propria salute. Se un drone potrà farlo senza contatto fisico, sarà una grossa svolta nel settore. Ovviamente saranno necessari ulteriori test sul range effettivo di ambienti utilizzabili, ma ci sono moltissimi usi a cui tale tecnologia potrebbe essere destinata; si pensi ad un incidente d'auto, dove si potrebbe monitorare il battito cardiaco mentre l'ambulanza è in arrivo."

Il team di sviluppo ancora non ha un interesse commerciale, ma il professor Chahl ha dichiarato come sarebbe necessaria solo la giusta conversazione con un partner di industria, per vedere realizzato su larga scala il progetto entro pochi mesi.