Ogni giorno su internet vengono visualizzate oltre un miliardo di ore di contenuti video e la maggior parte di queste ore viene spesa su YouTube. Tutti sappiamo come ormai riuscire a creare un proprio pubblico con il quale condividere i propri contenuti e generare un profitto sia diventato col tempo sempre più difficile.

Molteplici sono le motivazioni: in primo luogo i creatori di contenuti sono sempre più numerosi e faticano a trovare il giusto modo di farsi notare. In secondo luogo gli utenti lamentano un’eccessiva censura e restrizione dei termini per la monetizzazione da parte di YouTube, il che ha causato la cosiddetta Adpocalypse di cui molti YouTuber stanno soffrendo negli ultimi periodi.

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A cosa ha portato tutto questo?

Tutto ciò ha spinto sempre più utenti a cercare valide alternative al colosso gestito da Google, che attualmente detiene una sorta di monopolio per quanto riguarda la condivisione e la visualizzazione dei video online. Non tutti gli utenti sono d’accordo con le politiche apportate alla piattaforma negli ultimi anni. Ad esempio, ci sono sempre più persone contro gli aggiornamenti dei vari algoritmi che gestiscono la visualizzazione di feed e video consigliati.

Ed è anche per questo che, tra le varie piattaforme online che cercano di accaparrarsi un mercato in continua evoluzione e sempre più ampio, entra in campo DTube, la piattaforma di video sharing basata sulla blockchain.

Cos’è DTube?

DTube è la prima piattaforma di video sharing decentralizzata costruita sulla blockchain STEEM e la rete peer to peer IPFS. Questa piattaforma mira a diventare una valida alternativa a YouTube permettendoti di guardare, caricare, commentare video su IPFS e condividerli sulla blockchain immutabile STEEM. Il tutto mentre guadagni criptovaluta. Essendo una piattaforma non centralizzata, il team di DTube non è in grado di censurare i video né applicare linee guida, infatti saranno gli utenti a poter censurare i video attraverso il potere dei loro upvote e downvote.

Come funziona?

Dato che DTube è una piattaforma decentralizzata, il sito non possiede un network di server da utilizzare come database, per questo l’utilizzo di una blockchain è una soluzione neutrale. In questo caso viene sfruttata la blockhain di STEEM, che ha vari vantaggi rispetto ad altre. Ad esempio produce blocchi ogni solo 3 secondi, è gratuita e chiunque può utilizzarla senza dover depositare una qualunque forma di valuta e le transazioni non hanno costi di commissione. In più, la blockchain di STEEM predispone già un meccanismo di guadagno per tutti coloro che la usano.

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Qualunque video caricato su DTube diventa automaticamente un contenuto di STEEM, che può guadagnare premi per 7 giorni. La piattaforma non utilizza il titolo o la descrizione di un contenuto per archiviare le informazioni, quindi se non vuoi che il tuo video possa apparire nei tuoi feed, puoi modificarlo o eliminarlo, il video rimarrà comunque sia invariato su DTube mentre sarebbe possibile non visualizzarlo nelle altre piattaforme come Steemit.

Per l’archiviazione di tutti i video viene utilizzato il metodo IPFS, un protocollo che consente la memorizzazione di file decentralizzati. Il principio alla base è chiamato Distributed Hash Tables, lo stesso principio che alimenta anche la rete BitTorrent.
Perché non usare BitTorrent allora? BitTorrent non è stato pensato e creato per il web, per quanto alcune implementazioni come WebTorrent stiano cercando di farlo funzionare, ma ci vorrà del tempo e l’impiego di client “ibridi” che fungano da ponte per trasferire i file da client come μTorrent ai client Web che girano in un browser. Questo non è attualmente molto conveniente e meno efficiente. IPFS è un protocollo nuovo, open source e attivamente sviluppato.

Da dove arrivano i soldi?

La blockchain di STEEM continua a stampare nuovi STEEM ogni giorno, queste nuove “monete stampate” sono distribuite come ricompensa. Sul sito non è implementato nessun tipo di pubblicità per garantire una migliore esperienza agli utenti, per quanto tutti i creatori di contenuti rimangono liberi di pubblicizzare qualsiasi servizio o prodotto direttamente all’interno del video.

Per quanto riguarda il payout sarà necessario raggiungere la soglia di 0,02 $. In caso contrario, non verrà attivato nessun pagamento dalla blockchain. Ovviamente anche DTube trattiene una piccola parte dei profitti. Attualmente la percentuale dei ricavi trattenuta dal sito ammonta al 25%.

Ci sono limiti?

A quanto pare, grazie agli ultimi aggiornamenti, sono stati rimossi diversi limiti che erano presenti sulla piattaforma. Attualmente non vi sono restrizioni sulla dimensione massima dei contenuti che possono essere caricati su DTube e nemmeno sulla quantità.
Per quanto riguarda i contenuti di cui possono trattare i vari video, troviamo l’imbarazzo della scelta: è permesso persino il caricamento di video NSFW (Not Safe For Work), per quanto sarà possibile “oscurare” certi contenuti e renderli visibili semplicemente con un click.