Eataly

Eataly è una realtà cresciuta tanto da iniziare a conquistare altri paesi dopo l’Italia. Il primo mercato estero su cui si e affacciata è stato quello statunitense e, il prossimo, potrebbe essere la Cina.

Per effettuare il grande passo, però, l’azienda ha bisogno di un partner locale che faccia da intermediario con le aziende sul territorio. Attualmente Andrea Guerra, presidente esecutivo di Eataly, afferma che l’azienda è in trattativa con tre dei cinque principali operatori del settore.

È attesa la quotazione in borsa approvata dal Consiglio di amministrazione ad ottobre, con una valutazione dell’azienda da parte degli analisti compresa tra i 2 e 3,5 miliardi di euro. Inoltre, lo stesso Guerra, nella sala eventi di Eataly Smeraldo a Milano, ha presentato i ricavi del 2017 che toccano quasi il mezzo miliardo di euro, con una crescita del 20%.

Eataly new york

L’idea di un ristorante in cui si può effettuare la spesa è originale, per questo motivo ci si aspetta diverse aperture a Toronto, Parigi, Las Vegas, negli Emirati e a Londra nel 2020.

Non si può essere credibili all’estero se non si è forti in casa. Vogliamo che ci sia un Eataly in ogni capitale estera. – Andrea Guerra

Ricordiamo che nel 2016 Eataly chiuse con 21 milioni di euro in rosso, per l’effetto Expo. L’obiettivo per il 2020 è portare il fatturato a 700 milioni di euro. Per questo, con un record di oltre 11mila prodotti esportati, l’idea di legare maggiormente con la Cina sarebbe l’ulteriore passo avanti che permetterà all’azienda di crescere in termini economici.

Eataly oscar farinetti

Eataly e il possibile accordo con Alibaba

Idea che potrebbe vedere la luce con il colosso Alibaba; stringendo accordi con essa, l’esportazione risulterebbe di molto semplificata. È importante l’interesse da parte di Jack Ma, fondatore e presidente di Alibaba Group, che si è dimostrato disponibile a concludere l’accordo, aggiungendo:

Di certo non possiamo portare 1,5 miliardi di cinesi in Italia a fare shopping, ma possiamo portare i vostri prodotti in Cina

Francesco Farinetti, figlio del fondatore Oscar Farinetti, ha concluso affermando che questi accordi internazionali verranno presi rispettando l’idea di fondo di Eataly: Buono, pulito e giusto.