Un Tweet di Elon Musk ha scosso i mercati nella giornata di ieri. Il manager fondatore di numerose aziende innovative ha annunciato infatti l'intenzione di voler trasformare Tesla in private company. Il risultato è la crescita del titolo e l'inizio di quello che potrebbe essere il piano di privatizzazione più importante della storia.

Il rapporto di Elon Musk con i mercati

Finora i mercati hanno sostenuto il vulcanico CEO, come dimostra anche la reazione davanti alle ultime trimestrali, ma non senza esitazioni. Elon Musk ha dovuto chiedere scusa per un comportamento che è stato più volte sopra le righe e non apprezza probabilmente alcuni meccanismi del mondo delle public company, come i requisiti di trasparenza sui bilanci. L'abbandono della quotazione e l'allentamento di questi vincoli consentirebbe all'azienda, nelle intenzioni del fondatore, di concentrarsi di più sul lungo termine senza la pressione dell'appuntamento trimestrale e senza dover pensare alle fluttuazioni sul NASDAQ.

L'annuncio e l'esempio di SpaceX

Il tweet ha annunciato l'intenzione di compiere questo processo di privatizzazione al prezzo di 420 $ ad azione, con una valutazione complessiva della società di 71 miliardi di dollari. Il CEO auspica la permanenza degli investitori, presentando la possibilità di utilizzare una soluzione analoga a quella di SpaceX, ovvero un fondo d'investimento socio di Tesla che accetta nuovi investitori in alcune finestre temporali (ad esempio due volte all'anno). Questa formula consente alla società di operare come private company continuando ad accettare investitori interessati al lungo termine.

I mercati hanno risposto con una crescita del titolo, arrivato a 379,57 $ (+10,99%) al termine delle contrattazioni. C'è stato un importante aumento del volume di scambi, arrivato a 29,8 milioni di azioni scambiate contro una media giornaliera di 8,85 milioni.

La manovra è onerosa ma non è stata contattata nessuna banca

Per il momento Elon Musk non ha però presentato niente riguardo al finanziamento dell'operazione, che sarebbe il più alto della storia. L'attuale record spetta infatti alla privatizzazione di TXU, valutata 32,11 miliardi di dollari, meno della metà di Tesla. Stando ai principali giornali finanziari, nessuna banca ha avuto da Elon Musk richieste di supporto per un piano di riacquisto.

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La soluzione potrebbe essere MBS

Una soluzione possibile ha tre lettere, MBS. Mohammed Bin Salman è un nome che stiamo iniziando a conoscere e che avrà un ruolo chiave nei prossimi anni nei mercati finanziari. Il principe ereditario dell'Arabia Saudita ha infatti lanciato un'opera di modernizzazione all'interno del paese primo produttore di petrolio e sta promuovendo investimenti nel campo dell'innovazione, che saranno finanziati anche con la quotazione in borsa dell'azienda petrolifera nazionale Saudi Aramco, un evento finanziario che si annuncia epocale.

Prima dell'annuncio della privatizzazione di Tesla, le azioni della società hanno iniziato a crescere sulla base dell'indiscrezione, pubblicata dal Financial Times, dell'ingresso del fondo sovrano dell'Arabia Saudita nel capitale di Tesla in una misura compresa tra 1,7 e 2,9 miliardi di dollari. L'entità dell'investimento non è nota, potrebbe essere infatti del 3% oppure prossima al 5%, comunque inferiore a questo limite superiore, soglia al di sopra della quale vengono pubblicati i dettagli sull'investitore e sulla sua effettiva presenza nella società.

L'entità dell'operazione di riacquisto, l'assenza di contatti con le banche e il fatto che una private company non ha l'obbligo di divulgare l'identità degli investitori anche se hanno quote maggiori del 5% rendono realistica la possibilità di un coinvolgimento del fondo sovrano dell'Arabia Saudita nell'operazione.

Vi terremo aggiornati sugli sviluppi del piano di Elon Musk.