Ekso Bionics, Ford, startup, innovazione, esoscheletri
La collaborazione tra Ford ed Ekso Bionics è già realtà

Ford, come molti sapranno, è stata la prima azienda ad utilizzare la catena di montaggio ed il nastro trasportatore, e il Ford Motor Company Assembly Plant a Richmond è stato uno degli stabilimenti più grandi e produttivi nei primi anni di affari.

Un nuovo inizio

Purtroppo la sede ha smesso di produrre macchine nei lontani anni ’50, ed ora lo spazio di 500.000 ettari che occupava – inutile dire che si tratta di una quantità come minimo degna di nota – è occupata da varie società, tra cui Mountain Hardwear ed una manifattura di pannelli solare chiamata SunPower. La novità è che Ford potrebbe tornare a gestire attivamente una parte di questo spazio grazie ad un’importante collaborazione. Di cosa si tratta? Parliamo di robotica, ed in particolare di Ekso Bionics, una società che promette di creare dei veri e propri esoscheletri funzionali.

Incidenti di percorso

Ekso Bionics è nata nel 2005 come attività secondaria del UC Berkeley’s Robotics and Human Engineering Laboratory, ed ha sempre lavorato ad esoscheletri studiati per rendere meno tediosi lavori monotoni e meccanici.

Verso la fine dello scorso anno la startup ha stretto un accordo con Ford per portare le proprie creazioni ai lavoratori dello stabilimento in Michigan.

“Originariamente la compagnia era focalizzata nel compito di aiutare i soldati a portare equipaggiamento particolarmente pesante sul campo. Il fratello di uno dei fondatori era nella marina; fu ferito e divenne quadriplegico, quindi l’obbiettivo dell’azienda cambiò rapidamente da ‘come costruire cose per aiutare mio fratello a servire la nazione’ a ‘ come progettare cose per far camminare mio fratello quadriplegico utilizzando la stessa tecnologia’”

Queste sono le parole del CFO di Ekso Bionics Max Scheder-Bieschin.Ekso Bionics, Ford, startup, innovazione, esoscheletri

Un esempio d’applicazione del lavoro di Ekso Bionics

Esoscheletri come smartphone

Come detto quindi l’azienda ora si sta concentrando perlopiù sulla riabilitazione, ma per Scheder-Bieschin la tecnologia fornita da Ekso Bionics farà presto parte della quotidianetà di tutti noi. L’esecutivo spiega così il suo punto di vista:

“Nei prossimi 10 anni gli esoscheletri saranno l’equivalente di uno smartphone ai giorni d’oggi; una delle cose che distingue noi della Ekso Bionics dagli altri è che noi sappiamo come avvolgere un robot attorno ad un umano, e sappiamo farlo meglio di chiunque altro”