Facebook ha individuato e rimosso dozzine di account, pagine e gruppi iraniani o collegati in qualche modo all’Iran che hanno dimostrato di essere “non autentici o fake” a seguito di comportamenti razzisti.

Gli utenti in questione si rivolgevano prevalentemente a persone degli Stati Uniti e del Regno Unito, postando dei contenuti contro il presidente Donald Trump, l’immigrazione, e frasi molto razziste. Il social ha rilevato le attività una settimana fa, iniziando nell’immediato a bloccare i profili e i gruppi coinvolti. Gli account sembravano connessi tra di loro e quindi organizzati nel postare commenti offensivi contemporaneamente.
Facebook ha affermato in un post sul blog:

“Non possiamo dire con certezza chi sia il responsabile”

Quanti sono i profili coinvolti?

Il social ha aggiunto alla dichiarazione che le pagine, gli account o i gruppi coinvolti che coordinavano i post sarebbero circa 82 e che gli account avrebbero avuto un corrispettivo account anche su Instagram. Più di 1 milione di persone ha seguito almeno una delle pagine coinvolte, mentre circa 25.000 utenti si sono uniti almeno ad un gruppo, inoltre più di 28.000 persone hanno seguito gli account su Instagram.

Gli account fake hanno anche creato degli eventi che inneggiavano a dei culti o delle sette a cui le persone hanno partecipato e di cui  hanno condiviso contenuti sulle pagine o sui propri profili. Non è ancora chiaro se l’azienda voglia intervenire a livello globale, bloccando completamente il social per l’Iran: sicuramente non sarebbe una mossa in grado di aiutare il social ad uscire dalla situazione in cui si trova attualmente.

Si pensa però che, visti gli ultimi avvenimenti in seguito agli account hackerati e questa moltitudine di account e pagine fake, Facebook ormai non sia più un social sicuro su cui investire: infatti, se dovessero continuare a verificarsi azioni simili o se il social non interverrà in qualche modo per riportare in auge il suo nome, Facebook sarà destinato a chiudere i battenti.