Recentemente si è molto discusso di come i giganti dell'economia digitali, tra cui proprio Facebook, eseguissero diversi metodi di fatturazione col fine di aumentare i loro guadagni.

Dal 2019 però questo, almeno in parte, cambierà: Facebook ha appena annunciato che fatturerà nel paese in cui la pubblicità viene venduta. Per chi non lo sapesse, il famoso social netwrok guidato da Mark Zuckerberg ha quasi sempre fatturato tramite la sua divisione irlandese, vista la minor tassazione rispetto agli altri paesi europei.

Sembra strano dirlo, ma tale meccanismo è puramente legale e l'azienda in questione non è l'unica a sfruttarlo. Anzi, per meglio dirla, tale è lo standard attuato da tutti i colossi del web; anche Amazon, Google e Apple hanno sfruttato tale escamotage.

Tale procedimento però crea malcontento in tutti quei paesi che non ricevono le tasse dovute, tra cui anche l'Italia. La vicenda non è di poco conto, si parla di cifre che si aggirano attorno a più 5 miliardi di euro. Questa cifra, per essere più precisi, riguarda solo gli introiti che sarebbero dovuti entrare da Facebook e Google tra l 2013 e il 2015.

La grande maggioranza dei paesi europei sta infatti cercando di cambiare le leggi. In Italia si parla della tanto discussa Web Tax, che entrerà in vigore proprio dal 2019. La legge riflette ciò che Facebook ha voluto di sua spontanea volontà eseguire da sola, aumentando il suo livello di trasparenza e migliorare la sua immagine.

Il meccanismo si basa sul fatto che le tasse verranno pagate non sul fatturato ma sui guadagni. Le diverse divisioni di Facebook potrebbero quindi semplicemente usare la stragrande maggioranza dei loro guadagni per comprare dei servizi da Facebook Irlanda. Saremmo quindi punto a capa, più o meno, dato che le tasse verrebbero nuovamente pagate con le aliquote irlandesi.

A tal proposito si è espresso Massimo Mucchetti, senatore del PD, il quale ha affermato che la legge italiana è già dotata di alcune norme per salvaguardare tale schema o per lo meno limitarne i danni. Con tutta probabilità sarà necessario trattare con Facebook per trovare una soluzione che accontenti tutti.