Facebook Inc. ha sempre un asso nella manica, e questa volta si chiama "Colorful Balloons". Ormai è risaputo che, per quanto concerne l'oriente, Facebook non sia molto gradito, per questo, è stato necessario trovare altre strategie di marketing, che aggirassero la pesante censura imposta dalla Cina.

Così, senza dare troppo nell'occhio viene rilasciata sugli store cinesi un'app dalle sembianze simili a Moments; a tirare i fili? Proprio Facebook, ma sotto il nome di "Youge Internet Technology".

"L'accusa" sarebbe proprio di aver creato un'azienda prestanome al fine di gestire il servizio tramite terzi molto vicini all'azienda americana. Anche se non sono presenti dichiarazioni ufficiali, Zhang Jingmei (CEO di Colorful Balloons) sarebbe molto vicina a Zuckerberg.

Facebook
A sinistra "Colorful Balloons" mentre a destra uno screenshot dell'applicazione "Moments".

Inoltre, nessun nome, logo oppure slogan tipici dell'azienda californiana possono essere ritrovati all'interno di questa app.

Quali sono le funzioni di Colorful Balloons?

L'applicazione si basa sulla condivisione multimediale di contenuti, soprattutto fotografie.

Il servizio con cui Colorful Ballons dialoga è "WeChat": dopotutto per legge Facebook è stato bandito dal 2009, e lo stesso Whatsapp è stato introdotto solamente a seguito di pesanti limitazioni.

Lo stesso Mark Elliot Zuckerberg, non vuole affatto mollare la presa sul mercato cinese: incontrò persino il presidente Xi Jinping, senza tuttavia ottenere molti riscontri in termini pratici.

Si stima che solo il ciclopico mercato cinese conti almeno 700 milioni di utenti, un numero che sicuramente fa gola a molte aziende, anche occidentali; anche se la difficoltà di un vero e proprio scambio tra l'occidente e il "Great Firewall of China".

Sul New York Times la questione continua ad essere molto dibattuta:

«Questo mostra la disperazione e la frustrazione delle aziende di tecnologia globali che vorrebbero fare breccia nel più grande mercato online del mondo» – NYT

«Questa modalità di rilascio anonima è senza precedenti», Paul Mozur giornalista del NYT (Hong Kong)