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Facebook se la sta vedendo davvero male negli ultimi tempi

Facebook è di nuovo sotto accusa, questa volta per discriminazione, a seguito della pubblicazione di alcuni annunci pubblicitari per richieste di lavoro da aziende che cercavano solo uomini.

Facebook sotto accusa: cosa è successo?

Le pubblicità di Facebook sono realizzate in modo tale da ottimizzare il target a cui verranno proposte. Questo vuol dire che è possibile specificare area geografica, fascia d’età, gusti e anche il sesso degli utenti che le vedranno.

Tutto è partito quando l’American Civil Liberties Union (ACLU) ha presentato martedì una denuncia alla Equal Employment Opportunity Commission (EEOC), che afferma che il sistema di pubblicità di Facebook consente ai datori di lavoro di indirizzare annunci di lavoro basati sul genere, una pratica che l’ACLU dice essere illegale.

Uber Facebook pubblicità discriminazione accusa

La denuncia evidenzia ben 10 diversi datori di lavoro che hanno pubblicato annunci di lavoro su Facebook per ruoli come il meccanico e ingegnere della sicurezza. Tutti questi annunci avevano caratteristiche di targeting più o meno simili, un esempio poteva essere un lavoro che veniva promosso a solo “uomini” che erano “di età compresa tra i 25 e i 35 anni” e che vivevano o che si trovavano di recente “vicino a Philadelphia, in Pennsylvania”.

Una volta iniziate le indagini si è scoperto che in realtà annunci simili giravano da tempo in tante altre città degli Stati Uniti. Sono stati trovate dozzine di annunci che riportavano tutti la caratteristica di essere indirizzati a solo uomini.

Anche Uber è coinvolta

Durante le indagini sono stati trovati ben 91 annunci appartenenti al servizio di Uber, di cui uno solo era indirizzato in modo specifico alle donne, altri tre non avevano alcun target specifico ed il resto è stato progettato per essere visto solo dagli uomini.
Uber ha dichiarato:

“Utilizziamo una varietà di canali per raggiungere i potenziali conducenti, sia offline che online, con l’obiettivo di consentire a un numero sempre maggiore di persone di guadagnare con il proprio programma”.

Sebbene la situazione non prometta risvolti positivi per le aziende, le indagini sono ancora in corso. Non è chiaro se si possano trarre effettivamente conclusioni generali sulla discriminazione percepita su Facebook.

Ovviamente la vicenda non influenzerà in alcun modo il metodo targetizzazione degli annunci su Facebook, questo perché in alcuni casi contestualizzati la possibilità di scegliere il genere a cui far comparire l’annuncio non è illegale. Ad esempio se prendiamo in considerazione una campagna di marchi che riguardano la sezione abbigliamento gli annunci possono essere contrari alla legge statunitense.

Il Civil Rights Act del 1964 proibisce espressamente di discriminare una persona a causa di “razza, colore, religione, sesso o origine nazionale” e ovviamente la legge si applica a tutte le fasi del lavoro, compreso il reclutamento.