Facebook si sta omologando sempre di più, è l'inizio della fine? – Editoriale

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Negli ultimi mesi si è sentito parlare, soprattutto con una pesante accezione negativa, del social network Facebook.

Questa rete virale, o per meglio dire un vero e proprio ciclone, ha travolto la creatura di Mark Zuckerberg dopo i fatti che hanno portato alla luce lo scandalo Cambridge Analytica.

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È l'inizio della fine?

Stando a quanto dichiarato dalla maggior parte degli esperti del settore e da statistiche ufficiali, sarebbero tanti gli investitori che avrebbero deciso di fare dietrofront nei confronti del celebre social e soprattutto per quanto riguarda la posizione occupata dal suo creatore.

Una notizia alquanto allarmante, soprattutto se si prende in considerazione la recente politica che ha intrapreso il brand guidato da Zuckerberg; difatti il social network sta regalando tante nuove funzioni ai propri utenti, ma che tuttavia erano già presenti in piattaforme altrettanto note e che non ci mostrano niente di nuovo.

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Copyright or just copy?

Da questo punto di vista basta pensare ad Instagram e Snapchat e di come Facebook stia palesemente tentando di imitare, pian piano, le loro funzioni ed integrarle a sé.

Niente di male sorgerebbe spontaneo affermare, ma è qui che nasce uno dei principali quesiti: Facebook sta pian piano scomparendo? Questo è un discorso che non vale solo per il numero dell'utenza, attualmente in calo, ma anche per quanto riguarda un discorso identitario.

Il figlio di Mark, perdonate il gioco di parole, si sta infatti adeguando sempre ed amalgamando sempre di più ai suoi fratelli minori; un fattore che probabilmente lo lascerà ancora più indebolito di quanto è oggi.

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Se si vuole attrarre nuova utenza, e magari tentare di cancellare gli errori del passato, è infatti necessario distinguersi e proporre qualcosa di esclusivo alla propria potenziale clientela e dare ad essa un motivo di scegliere il proprio servizio a discapito di un altro.

Basti pensare proprio ad una delle ultimissime funzioni aggiunte, ovvero le reazioni alle "stories"; un servizio garantito da tempo oramai dalla piattaforma istantanea di Instagram. Quindi tutto ciò non sembra essere una delle reazioni migliori dal momento che proprio quest'ultima ha registrato un aumento del 35% rispetto allo scorso anno, nel 2017.

Ma non è tutto qui, la maggior parte delle voci inquisitorie e che parlano di contrasti interni nella società stessa di Facebook, provengono da Business Insider, che recentemente ha affermato come gli azionisti di maggior rilevanza abbiano intenzione di spodestare Zuckerberg dal suo incarico attuale e porre qualcun altro sul trono.