Le elezioni statunitensi del 2016 in cui ha vinto Donald Trump e le conseguenti indagini sulla campagna elettorale sui social hanno scoperto un vaso di Pandora fatto di tracciamento degli utenti e mancanza di trasparenza. Facebook è nell’occhio del ciclone con gli scandali della pubblicità a fake news e da quello più recente di Cambridge Analytica. Lo staff dell’azienda è stato interrogato dal procuratore Rober Mueller e la società sta soffrendo a Wall Street, con ripercussioni negative anche su altre società tecnologiche. Le accuse si sono moltiplicate, anche da parte di governi europei, e la società sta iniziando a rispondere cercando di recuperare la propria immagine con operazioni finalizzate alla trasparenza su pagine e pubblicità.

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Rendere le pagine Facebook più trasparenti

Lo scopo dell’azienda è rendere trasparente la fonte di finanziamento delle pagine che investono in ads in modo che l’utente sia consapevole dell’autore delle notizie e delle posizioni rappresentate. Sarà consentita la realizzazione di pubblicità elettorali solo a pagine certificate per tale scopo. Le pubblicità politiche avranno inoltre un marchio identificativo che le renderà riconoscibili, come esposto nel video dimostrativo seguente.

Political Ad Archive

Pubblicato da Facebook su Giovedì 5 aprile 2018

Storia pubblica e obbligo di autenticazione per le grandi pagine

Cambia la politica riguardo all’autenticazione che sarà richiesta alle pagine con molti like, pena l’impossibilità di pubblicare post. Le persone avranno inoltre la possibilità di conoscere meglio il contesto della pagina, vedendo alcuni altri post oltre a quello pubblicizzato e con la possibilità di vedere informazioni storiche come i cambi di nome.

L’azienda sta testando in Canada una funzionalità per rendere pubblico l’archivio dei post politici di una determinata pagina, modo utile anche per vedere importanti cambi di opinione. Sarà inoltre possibile conoscere esplicitamente il target a cui è rivolto un certo post sponsorizzato.