Facebook ha salvato i video archiviati e che gli utenti pensavano di aver cancellato. Il New York Times ha segnalato il problema alla compagnia proprio la settimana scorsa. Facebook ha risposto scusandosi per non aver cancellato i video, dando la causa ad un non meglio identificato "bug" che ha impedito l'eliminazione delle bozze dei video. Ad ora, il processo per l'eliminazione dei video non ancora caricati è attivo e funzionante sulla piattaforma.

Un portavoce dell'azienda ha recentemente dichiarato: "Abbiamo esaminato un rapporto secondo cui alcune persone vedevano i loro vecchi video di bozze quando accedevano alle informazioni dallo strumento "Scarica informazioni personali". Abbiamo, così, scoperto un bug che impediva l'eliminazione delle bozze dei video. Li stiamo attualmente eliminando e ci scusiamo per l'inconveniente."

Ha anche confermato come ci fosse la possibilità di condividere ancora i video, anche se è meno chiaro capire in che modo i video mai caricati venivano utilizzati da Facebook. Il social network è infatti essenzialmente un business, che si basa sulla redazione di profili specifici degli utenti, in modo tale da suddividere successivamente in categorie i vari profili, bersagliati dalle diverse categorie di pubblicità personalizzate.

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Mark Zuckerberg, CEO di Facebook, al centro degli scandali recentemente abbattutisi sulla piattaforma social

I video non cancellati sono stati registrati tramite una vecchia funzionalità, che permetteva agli utenti di scaricare i propri video tramite un browser web. Era possibile registrare il video mentre lo si stava caricando, ma mancando una funzione specifica per eliminarlo prima della condivisione, era possibile per gli utenti ritrovare il proprio video prima di essere archiviato involontariamente sui server di Facebook.

Adeguarsi alla recente sistema di protezione dei dati personali (GDPR) sarà essenziale, così da evitare all'azienda multe salate da parte dell'Unione Europea. Già in passato, prima dello scandalo di Cambridge Analytica, il social network era stato accusato di collezionare gli stati mai pubblicati dagli utenti, attraverso un keylogger; fatti poi smentiti dall'azienda stessa. Adesso, è comparso un comunicato da parte della compagnia di Zuckenberg che afferma come Facebook non raccoglie, né traccia alcun contenuto che le persone hanno scelto di postare, così come ha dichiarato a Mashable all'inizio del 2014 il portavoce di Facebook, in risposta alle voci sulle registrazioni degli aggiornamenti di stato.

Quando, nel 2013, vennero monitorati determinati utenti per la stesura di un profilo, questi furono adeguatamente resi anonimi. Inoltre, il contenuto dei post fu reso in semplice codice binario, per attestare se vi fosse stato invio o meno del post.