Facebook si pone in prima fila nella lotta contro gli hacker, specialmente nel mondo della politica. Il social network di Mark Zuckerberg investirà ben 500.000 dollari in una iniziativa partita dall’università di Harvard. L’idea è quella di contrastare l’hacking elettorale, le fake news e tutto quello che può essere considerato un’influenza alla consultazione democratica.

Facebook Hacker

Defending Digital Democracy, Facebook contro gli hacker

Difendere la democrazia digitale: è questo il piano di Harvard, ampiamente finanziato da Facebook. Le ultime elezioni presidenziali negli USA sono state spesso e volentieri vittime di influenze esterne, con addirittura il dubbio di un attacco hacker da qualche paese. Per evitare il presentarsi di situazioni simili in futuro, presso l’Università di Harvard è nato un nuovo team, capitanato dal vice-segretario della Difesa statunitense Eric Rosenbach e composto da membri sia del partito democratico che di quello repubblicano. A finanziare il tutto, sarà per adesso Facebook.

L’annuncio dell’entrata del social network all’interno dell’iniziativa è stata data dal Chief Security Officer di Facebook, Alex Stamos durante un’evento del settore tenutosi a Las Vegas. Stamos ha infatti spiegato che per il progetto Defending Digital Democracy la sua azienda fornirà un importante budget, ponendosi l’obiettivo di rendere sempre più efficaci le difese informatiche contro possibili attacchi alle consultazioni elettorali.

Stamos ha poi dichiarato e chiarito che Facebook non sarà l’unico sponsor dell’iniziativa e che altri grandi nomi della Silicon Valley si uniranno all’idea.

Facebook Hacker
Alex Stamos

Ovviamente, il solo progetto non basterà. Sarà necessario un lavoro di squadra tra esperti di sicurezza informatica e comitati elettorali. In questo modo, sarà possibile eliminare le piaghe degli attacchi hacker nella politica e le fake news. Inoltre, Defending Digital Democracy si pone anche come strumento di discussione per affrontare questi temi, approfondendoli il più possibile. Per concludere, interessante è sottolineare la parte finale del discorso del CSO di Facebook.

 “Non riusciremo a essere efficaci se non dimostreremo unità di intenti. E la nostra posizione su una cifratura forte è una componente critica nella costruzione di un futuro sicuro e affidabile”.