Si sa che la fiducia per un social network è tutto, soprattutto su social come Facebook dove le persone caricano foto e dati privati. Ma cosa succede se la propria fiducia viene tradita? E' proprio quello che sta succedendo da 2 settimane a questa parte con il caso Cambridge Analytica. Dopo la violazione dei dati di oltre 50 milioni di americani molti utenti di Facebook si sono sentiti minacciati ed hanno eliminato il loro account dal social. Questo ha comportato, oltre ad un calo delle azioni Facebook in borsa, la perdita di miliardi di dollari.

Un sondaggio condotto SurveyMonkey per il conto di Axios afferma che rispetto a ottobre 2017, dove il bilancio di chi promuoveva il sito era in positivo di circa +33, oggi quel "rating" è sceso a +5.

Le altre società.

Ma Facebook non sta affondando da sola. Sono state influenzate anche altre "big tech" come Google e Amazon. Per quanto riguarda la società di Larry Page e Sergej Brin le cose vanno molto male, il loro "rating" è sceso da 76 a 64, anche per colpa della cosiddetta "pubblicità mirata" che ha fatto discutere molto dopo il caso Facebook. Le cose vanno ancora peggio per Amazon che in sole 2 settimane ha perso circa 260 miliardi di dollari soprattutto dopo il tweet di Donald Trump. Nell post il presidente esprime tutte le sue preoccupazioni, per quanto riguarda i dati che inseriamo per acquistare su Amazon, poi accusa il colosso dell'e-commerce di non pagare alcuna tassa e che usa il servizio postale dei paesi di consegna come suo fattorino. Ma la messa peggio è Tesla (che in termini percentuali ha perso il 20%) che è venuta meno alla promessa di arrivare a produrre, entro il primo semestre, 5mila Model 3 a settimana. A peggiorare ancora l'immagine della società di Elon Musk c'è anche l'episodio sull'incidente mortale verificatosi con una Model X in California.

Le contromisure

Facebook sta facendo di tutto per riabilitare la sua immagine. La società ha promesso di riguardare i propri termini sulla privacy riassumendo le impostazioni a una pagina. In più la società di Mark Zuckemberg ha promesso di eliminare la pubblicità mirata sulle pagine degli utenti. Nonostante ciò il caso Facebook resta aperto.