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Tim Berners-Lee, uno dei "papà" di internet.

Ormai sono sulla bocca di tutti. Di chi s’informa tramite fonti attendibili, che ne evidenzia l’assurdità con sdegno, e di chi, senza verificarne la veridicità, le condivide commentandole come se fossero ufficiali. Parliamo delle fake news, un fenomeno che ultimamente ha toccato anche la nostra politica, con lo scambio di tweet tra Renzi e Salvini.

Il pericolo

Mettiamo da parte queste magagne nostrane, per ascoltare una fonte molto più interessante. Tim Berners-Lee, co-fondatore del World Wide Web insieme a Robert Cailliau, si è infatti espresso sull’argomento. L’informatico britannico si è mostrato preoccupato per l’influenza che le fake news stanno avendo nella nostra società. Le sue parole tradiscono un senso d’impotenza:

“Sono e rimango un ottimista, ma in questo momento mi sembra di stare in cima a una collina, aggrappato a una ringhiera, con un vento fortissimo in faccia che rischia di portarmi via”

Money For Nothing

I problemi generati dalle cosiddette bufale sono enormi, a partire dall’influenza che hanno sui social e gli introiti che creano agli “scrittori truffaldini” che le scrivono con l’unico fine di ricevere il maggior numero di click monetizzati possibile. Fa paura che di recente dei teeneger macedoni siano riusciti a far girare numerose fake news su Google e Facebook, arrivando a racimolare un bel gruzzoletto. Hanno guadagnato facendo disinformazione, una cosa controproducente per loro e per chiunque abbia preso per vere quelle parole. Fa paura che non ci sia nulla che regolamenti questo tipo di contenuto: la libertà di scrittura è una cosa, ma permettere di diffondere puro veleno è aberrante. Il discorso di Berners-Lee tocca anche questo punto:

“Il sistema sta fallendo; il modo in cui sono strutturate le entrate pubblicitarie non risponde affatto all’obiettivo di promozione della verità e della democrazia che avevo immaginato quando ho sviluppato il World Wide Web. Quindi sono molto preoccupato”

Da grandi poteri…

Lee aveva già chiesto pubblicamente una regolamentazione univoca per prevenire un uso non etico e parziale della pubblicità su Internet, ma il suo grido è stato l’unico in un calderone di click.

“Siamo talmente abituati ad essere manipolati da questi sistemi da pensare che sia così che funziona Internet. Invece dovremmo pensare a come dovrebbe essere e a come potremmo migliorarlo”

Il World Wide Web è un grandissimo spazio, e ci fornisce la libertà assoluta di espressione. Forse non siamo degni di tale potere, se preferiamo abusarne in questo modo invece di fare in modo che migliori ogni giorno di più