Film come The Social Network ci hanno insegnato a immaginare i giovani visionari del web come eccentrici, necessariamente scostanti, piccoli squali della Silicon Valley. Fatna El Hamrit non è niente di tutto questo: quando risponde al telefono è gentile e disponibile, quasi timida, se non diventasse un fiume di parole descrivendo il suo progetto. Perché Fatna, 29 anni, nata in Marocco ma cresciuta a Venezia, è la fondatrice di theShukran, il social network nato nella comunità italo/musulmana come luogo di condivisione privo di astio e attriti. Dopo il boom di popolarità di questa estate, che l’ha portata ad essere spesso ospite in TV e nei principali quotidiani, la giovane si racconta in questa intervista.

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Partiamo dal nome: theShukran. Ti va di spiegarcelo?

Shukran in arabo significa semplicemente “grazie”. Nel nostro social ringrazi le altre persone per aver condiviso qualcosa con te. Il logo invece è la hamsa (la mano stilizzata, ndr). È un simbolo arabo, berbero, ebraico, anche cristiano orientale, ma non lo abbiamo scelto per questo: per noi rappresenta la mano tesa verso l’altro.

Ma è un social per tutti o solo per i giovani islamici?

Assolutamente no! theShukran è un luogo apertissimo, dove chiunque a prescindere da etnia, religione o nazionalità può condividere ciò che è bello per lui. Nello stesso team di sviluppo siamo musulmani, cristiani, anche atei. L’originalità del progetto è che per la prima volta un prodotto nasce e viene sviluppato dal mondo musulmano, lo stesso che negli ultimi anni è stato messo spesso sotto accusa per le azioni di pochi.

È difficile a questo punto non chiederti un parere sulla situazione politica attuale,
come donna e come musulmana ancora prima che come fondatrice del tuo social.

Considera che io sono nata in Marocco, ma dai 3 anni vivo a Venezia e l’arte veneziana mi ha avvolto fin da piccola. Stare qui è un dono per me. Per quel che riguarda la politica, sono i media a far girare le notizie: la donna musulmana è vista solo come sottomessa al padre o al marito, ma nessuno dice che ad ogni sessione di laurea ci sono fiumi di ragazze musulmane che si laureano. I media raccontano solo ciò che vende, ma la cosa bella è che di queste donne emancipate ce ne sono tantissime.

Ma è davvero un bene uno spazio senza attriti tra le persone? In fondo sentimenti come la rabbia o l’indignazione possono essere positivi, per esempio se rivolti contro un sopruso.

Ma noi siamo i primi a sostenere proteste e mobilitazioni. Se ci sono giovani che vogliono raccontarsi, un popolo che si oppone alle scelte del suo governo – penso ad esempio all’Egitto – theShukran è lo spazio per loro. Anche nella ribellione ad un’ingiustizia c’è bellezza. Quello che noi non accettiamo è la violenza dentro il social: insulti e offese sono al bando.

theShukran

Parliamo di numeri: quanti utenti attivi conta oggi theShukran e quali sono le vostre prospettive di crescita?

Noi cresciamo del 25/30% a settimana e abbiamo una retention del 50%. Simile a quella di Instagram, per intenderci. Ovviamente in quanto a utenti parliamo di tutt’altre unità di grandezza: siamo vicini al mezzo milione, che con questo trend e con le ridotte disponibilità economiche di un gruppo di giovani è un risultato fantastico, specie se consideri che abbiamo lanciato l’app meno di un anno fa.

Social Network è ormai sinonimo di datagate e mancanza di privacy. theShukran come si pone su questo tema?

Noi non chiediamo dati sensibili all’infuori della località e non vendiamo informazioni a nessuno. Siamo agli antipodi di Facebook: tutto ciò che fanno loro non lo facciamo noi [ride].

È possibile contribuire attivamente al vostro progetto?

Certamente. Siamo tutti giovani, e nessuno di noi nasce come informatico. Per questa avventura abbiamo bisogno di quanta più gente possibile. È possibile contattarci tramite email, nelle nostre pagine ufficiali su Instagram e Facebook o nel nostro blog.

Usi spesso la parola bellezza: cosa significa per te?

Che sia un paesaggio, una pietanza, un’opera d’arte, che sia anche la protesta contro un’ingiustizia, è una forma di bellezza tutto ciò che esce da un animo puro.