Dopo la chiusura delle contrattazioni di ieri a Wall Street sono arrivati due importanti report trimestrali nel settore tecnologico. IBM e Netflix hanno presentato due bilanci molto diversi, la prima ha deluso le aspettative degli analisti, la seconda ha ottenuto risultati record in un periodo di grande incertezza.

Netflix ribalta le previsioni degli analisti

La società leader nello streaming di contenuti visivi sembrava in una situazione complessa, compressa tra competitor sempre più ingombranti come Disney-Fox e Amazon ma anche dall'incertezza legata all'aumento dei tassi d'interesse, ragioni per cui è stata penalizzata dagli analisti con Morgan Stanley che prima dell'inizio delle contrattazioni ha rivisto il prezzo target delle azioni al ribasso, portandolo da 480 $ a 450 $. Il prezzo indicato da Deutsche Bank era invece di 350 $ con la previsione di un trimestre in linea coi precedenti.

Per fortuna della società fondata da Reed Hastings le previsioni si sono rivelate sbagliate a seguito della presentazione, al termine delle contrattazioni, del vero rapporto trimestrale. La società ha centrato gli obiettivi di fatturato arrivando a 4 miliardi di dollari ma ha visto un utile record pari a 0,89 $ per azione contro i 0,68 $ previsti dagli analisti. Guardando ai dati commerciali si nota una crescita degli abbonati pari a 1,09 milioni per il mercato USA e di 5,87 milioni per quelli internazionali, meglio delle previsioni rispettivamente a 0,67 milioni e 4,46 milioni.

Netflix Youtube Streaming NFLX
Netflix è responsabile del 15% del traffico globale via internet

I mercati hanno apprezzato i dati finanziari con una risposta importante nelle contrattazioni aftermarket. Dopo una chiusura a 346,60 $ il titolo ha raggiunto un prezzo prossimo ai 390 $.

Wall Street boccia IBM, -5% aftermarket

Sono invece negativi i dati su IBM che vedono una riduzione dei ricavi del 2% rispetto all'anno precedente, con una trimestrale di 18,76 miliardi di dollari contro una previsione di 19,10 miliardi. Il piccolo aumento degli utili, pari a 3,42 $ per azione contro i 3,40 $ previsti non ha comunque impedito alla società di muoversi in territorio negativo nelle contrattazioni aftermarket.

Il settore delle tecnologie cloud ha generato 8,3 miliardi di dollari contro una previsione di 8,43 miliardi. Sotto le previsioni anche i segmenti Cognitive Computing (4,1 miliardi contro 4,3 miliardi) e Systems (1,70 miliardi contro 1,79 miliardi). Unica area positiva dai Global Business Services, leggermente al di sopra delle aspettative con 4,1 miliardi contro 4,06 miliardi previsti.

La società sta avendo problemi con i ricavi che secondo gli analisti di Nomura inizieranno a riprendersi solo nella seconda metà del 2019. Uno dei settori più importanti della società, quello dei servizi cloud as a service soffre le ridotte dimensioni rispetto ai competitor Microsoft e Amazon ma si difende, stando al management della società, con una value proposition differenziata e l'offerta di servizi come i cloud multipli.

Le contrattazioni a Wall Street riapriranno oggi alle 15:30 ora italiana e sarà possibile seguire l'evoluzione dei trend delle due società.