Il mercato digitale ci consente con sempre maggior facilità di ottenere qualunque prodotto comodamente a domicilio. Il settore alimentare non sta a guardare, con la presenza di numerosi servizi che consentono di ricevere la spesa a domicilio. In questo contesto nasce Foodscovery, il servizio di food delivery che porta nelle nostre case le migliori specialità dell’eccellenza italiana.

Il food delivery secondo Foodscovery

L’azienda nasce nel 2014 sulla base dell’idea di Mario Sorbo e Fabio di Gioia. I due ragazzi, giovani pugliesi ma laureati alla Bocconi, tornarono in Italia dopo aver contribuito nel 2012 al lancio di lazada.com, un grande sito di ecommerce nel Sud-Est Asiatico.

Videro all’estero un grande interesse per l’agroalimentare italiano e una volta tornati utilizzarono il loro know-how con lo scopo di costruire non un tipico ecommerce, ma un vero e proprio mercato digitale. Foodscovery mette infatti in contatto i consumatori coi produttori.

In questo modo il sistema costituito è molto efficiente e con bassi costi per la spedizione che avviene in 24/48 ore. Il merito del team è quindi stato di mettere tanti piccoli produttori alimentari nel mercato digitale. La soluzione ottenuta è anche ecologica, per via dell’assenza del trasferimento ad un magazzino intermedio.

foodscovery food box

Gli investimenti

Foodscovery è nata grazie a StartHope, il programma della regione Abruzzo per il finanziamento delle startup innovative. Il contributo del fondo pubblico FIRA è stato di 500’000 euro.

La startup ha subito attirato l’interesse dell’acceleratore Axel Springer Plug & Play, nato dalla collaborazione tra il gruppo editoriale tedesco Axel Springer e il famoso acceleratore della Silicon Valley Plug & Play. Tra gli investitori è anche presente “Il Fatto Quotidiano” che ha contribuito con 250’000 euro. Il risultato è un totale di di 1,58 milioni di euro d’investimenti ottenuti da 5 diversi investitori.

La collaborazione con Slow Food

Uno degli aspetti più importanti dell’azienda è la collaborazione con l’associazione Slow Food, che ha trovato in Foodscovery la soluzione ideale per portare i prodotti dei presidi Slow Food ai ristoratori e ai consumatori, in Italia e anche all’estero.

La joint venture porterà quindi vantaggi per tutti gli operatori coinvolti e offre una vetrina per i progetti dell’associazione che punta anche a tutelare i processi produttivi dei prodotti alimentari che fanno parte dell’eccellenza italiana, che va oltre i famosi brand. I presidi dell’associazione riceveranno inoltre il 5% del fatturato che deriverà da questa collaborazione.

Conclusione

Foodscovery rappresenta un modello efficace di collaborazione tra pubblico, privato e no-profit, che vede come vincitore l’eccellenza italiana dell’agroalimentare che ha trovato uno spazio nel mercato del food delivery.