La Francia di Macron e le startup

Con l'insediamento all'Eliseo di Emmanuel Macron la Francia potrebbe confermarsi come paese importante per le startup.

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Il neopresidente francese Emmanuel Macron infatti ha già mostrato interesse per gli investimenti in innovazione, proseguendo sulla linea del governo precedente, nel quale è stato ministro dell'economia.

2014, l'anno zero per le startup in Francia

Torniamo indietro al 2014 e confrontando la situazione allora presente in Francia e in Italia possiamo trovare dati simili. Esattamente come l'Italia, la Francia, per via del ministro Fleur Pellerin, aveva già introdotto delle agevolazioni fiscali sugli investimenti sulle startup. Utilizzando come indicatore gli investimenti in startup innovative i due paesi erano più o meno allo stesso livello con circa 150-200 milioni di euro in investimenti.

Il 2014 è anche l'anno in cui Macron è stato nominato da Françoise Hollande ministro dell'Economia, dell'Industria e del digitale. Una delle sue prime apparizioni pubbliche da ministro fu alla conferenza "Le web". Durante la quale mise subito in chiaro l'importanza di avere nuove imprese e parlò dell'importanza del fallimento nella cultura d'impresa.

Le riforme successive

Il ministero dell'economia francese a quel punto cambiò quindi le politiche promuovendo delle riforme per l'innovazione. Il primo effetto della "loi Macron" fu rendere possibile la costituzione di una società in 4 giorni, uno in meno del Regno Unito e 7 in meno della Germania. Altra misura per attirare talenti è stata la Startup Visa.

A differenza nostra, il governo francese comprese davvero la necessità di finanziare le startup. Nel 2011 la BpiFrance, la banca pubblica d'investimenti francese decise investimenti per 1,1 miliardi di euro. 500 milioni furono stanziati per le startup nei round più avanzati (investimenti oltre i 10 milioni) e attirarono investitori privati stranieri che si insediarono nel paese d'oltralpe amplificando l'effetto delle politiche pubbliche.

La situazione attuale in Francia

Le riforme attuate sono state un successo, come dimostra il dato di confronto che abbiamo già utilizzato, gli investimenti. Nel 2016 gli investimenti in Italia sono stati complessivamente 170 milioni di euro, in Francia 2,7 miliardi. La differenza è abissale e si è confermata anche nei primi due mesi di quest'anno con investimenti per 374 milioni.

La società di revisione Deloitte ha infatti inserito ben 94 startup francesi nel rapporto Technology Fast 500. La Francia è il paese più rappresentato, superando il Regno Unito (70), la Germania (23) e l'Italia (10).

Il programma di Macron sulle startup

Il presidente, ora supportato da una solida maggioranza parlamentare, ha già annunciato degli interventi sull'innovazione proseguendo nel percorso già avviato da ministro.

Macron crede negli investimenti pubblici e ha annunciato 10 miliardi di nuovi investimenti sulle startup, sempre affidati a BpiFrance.

Station F

Station F è il nome del nuovo incubatore d'imprese parigino, il più grande al mondo. In quest'incubatore saranno ospitate circa 1000 startup, con un'auditorium, un laboratorio di stampa 3d e ristoranti aperti h24.

Collabora al progetto anche Facebook, che supporterà 10-15 startup all'interno dell'incubatore impegnate nella data economy.

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Sheryl Sandberg, COO di Facebook parla a Station F

Conclusione

In Italia siamo molto indietro, non dal punto di vista normativo, ma da quello degli investimenti. Possiamo apprezzare il piano Industria 4.0 promosso dal ministro Calenda anche se è necessario aspettare per vederne gli effetti.

Il mondo cambia con grande velocità e tutte le imprese hanno bisogno di aggiornare i propri business model. Questo cambiamento vede al momento dei paesi che investono tanto e paesi che investono poco. L'Italia riuscirà a seguire la velocità della rivoluzione digitale o diventerà sempre più obsoleta?