54004098 - group of students using smart mobile phones in classroom

La scorsa domenica, il ministro francese per l'educazione Jean-Michel Blanquer ha annunciato che, a partire dal prossimo settembre, sarà vietato l'utilizzo dei cellulari nelle scuole primarie e medie. Una questione definita di "salute pubblica". Nonostante in Francia sia già vietato l'uso del cellulare in classe, il recente divieto va oltre: non sarà infatti possibile usarlo nemmeno durante le pause, i pasti o tra una lezione e l'altra.

A parere di Blanquer, i bambini di oggi non giocano abbastanza. Anzi, ha rimarcato, sono solo impegnati a starsene di fronte ai loro smartphone. Dal punto di vista educativo, ciò rappresenta un grande problema.

Una proposta simile era già stata avanzata da Emmanuel Macron, in corsa per la presidenza della Francia, mentre il precedente sindaco di New York, Micheal Bloomberg, aveva già tentato la stessa via nel 2006. La soluzione americana venne scartata per iniquità della misura. Ora infatti negli Stati Uniti è possibile tenere con se fisicamente i cellulari, ma ne rimane vietato l'uso. Del parere opposto sembra essere invece il nostro ministro per l'istruzione, avendo già preso posizione nei mesi scorsi su come l'uso del cellulare in classe dovrebbe essere maggiormente permesso agli studenti, vedendolo anzi come un aiuto allo studio e all'apprendimento.

Francia ban smartphone cellulari
Addio agli smartphone nelle scuole per i ragazzi più giovani in tutta la Francia

Le ricerche più recenti danno però ragione alla condotta di Stati Uniti e Francia. Secondo uno studio pubblicizzato nel 2015 dalla London School of Economics, le scuole che hanno effettivamente bandito i cellulari al loro interno hanno visto un incremento nei punteggi pari al 6.4%. È equivalente all'aggiungere 5 giorni di scuola ogni anno. Il miglioramento è stato ancora più significativo per quegli studenti che, già dedicandosi con maggiore impegno prima del divieto, hanno visto risultati migliori.

Ancora non è chiaro come prenderà via ufficialmente il ban. Al momento, nessuno sembra felice della posizione presa dal governo, a partire dall'unione degli insegnanti fino ad arrivare, naturalmente, a genitori e studenti. Le preoccupazioni degli insegnanti si concentrano soprattutto sulla paura di dover letteralmente perquisire gli studenti per assicurarsi che i cellulari siano effettivamente al sicuro negli armadietti.

Non è d'accordo il ministro Blanquer, che ha rimarcato come nei meeting ministeriali sia una formalità largamente accettata quella di riporre il proprio cellulare negli armadietti. Ha letteralmente dichiarato: "Mi sembra che sia un qualcosa alla facile portata di qualsiasi gruppo di persone, inclusa una classe scolastica".