Ormai è tutto pronto per la fusione dei due colossi italiani: Wind Telecomunicazioni S.p.A. e H3G S.p.A. (3 Italia) hanno ottenuto la conferma da parte dell'unione europea per poter fondere le due aziende.

In questo modo, il nuovo operatore diventerebbe il primo in Italia per numero di utenti: con circa 31 milioni di SIM attualmente attive sarebbe anche il quarto in Europa. La fusione sarà parietica (50 e 50) e, a guidare il gruppo sarà Maximo Ibarra, l'attuale CEO di Wind.

Questa fusione, inoltre, consentirà l'accesso in Italia ad un nuovo concorrente, francese. Stiamo parlando di Free Mobile, l'operatore di telefonia mobile, guidato da Iliad S.A., un'azienda Francese a cui fa capo Xavier Niel, proprietario della Scuola 42.

Free mobile, fusione Wind e H3G.

Il marchio con cui l'azienda si presenterà è ancora sconosciuto, come sono ancora sconosciute le politiche che l'azienda vorrà adottare per il nuovo anno. Sicuramente, essendo Wind in possesso anche delle linee fisse, ci si aspetta una rivoluzione anche per questo tipo di linee.

Per quando riguarda le linee mobile, l'idea è di non mettere sotto pressione gli utenti con costi maggiorati ma, al contempo, migliorare il servizio 4G, per pensare già a quello 5G. Gli investimenti, probabilmente, si muoveranno in questa direzione.

Sicuramente è un evento molto importante che rivoluzionerà l'intero comparto di telefonia mobile e fissa. Ogni concorrente Italiano, da adesso, dovrà impegnarsi per guadagnare la fetta di mercato indecisa se cambiare o restare con uno di questi due operatori.

«La decisione di oggi fa sì che in Italia il settore rimanga competitivo, in modo che i consumatori possano continuare a godere di servizi mobili innovativi a prezzi equi e su reti di qualità. Possiamo approvare l' accordo perché Hutchison e VimpelCom hanno proposto misure correttive considerevoli, che consentono a un nuovo operatore di rete mobile, Iliad, di accedere al mercato italiano», sono queste le parole di Margrethe Vestager, Commissaria responsabile per la Concorrenza, che da ufficialmente il via libera a questo "matrimonio".