Gluten-Free celiachia

Uno dei problemi più ricorrenti nella cucina moderna, oltre alle diatribe sull’olio di palma, è quello dell’intolleranza data dalla celiachia. Questa ha portato ad una tendenza sempre maggiore nella nascita di molti menù e servizi gastronomici e prodotti alimentari denominati “gluten-free”, che attualmente stanno avendo molto successo.

Un problema diffuso

D’altronde questo è dimostrato dagli stessi dati statistici, che hanno provato la presenza di questo disturbo alimentare non solo in occidente, con l’incidenza sull’ 1% della popolazione adulta, ma anche in oriente.

Ad essere stata presa sotto esame è stata la zona territoriale che fa da confine tra Mauritania, Marocco e Algeria, dove risiedono gli Sharawi. Questa popolazione risulta essere quella con la più alta prevalenza di celiachia al mondo per via del loro elevato consumo di alimenti contenenti glutine, come ad esempio il couscous, e una genetica predisposta per via di un’alta presenza del gene HLA.

Gluten-Free

Dalla Spagna con furore

un gruppo di ricercatori provenienti dall’Istituto Spagnolo per l’Agricoltura Sostenibile ha deciso quindi di sperimentare in questo settore ed è attualmente impegnato in una ricerca che concerne lo sviluppo di nuove tipologie di grano da utilizzare nella composizione di questi cibi. Il team vuole infatti sfruttare la Crispr (clustered regularly interspaced short palindromic repeats) e l’editing genetico, per portare a termine questa operazione.

Le personalità impegnate nel processo hanno inoltre affermato di aver trovato particolari difficoltà con una proteina in particolare: la gliadina, una proteina che compone il glutine e che è contenuta soprattutto nelle farine di frumento, orzo, segale, farro e spelta.

Un elemento particolarmente importante se si considera che provoca un processo immunitario, unendosi con un particolare enzima, che colpisce l’intestino dei soggetti geneticamente predisposti.

Gluten-Free

Tuttavia non c’è da preoccuparsi, in quanto gli stessi ricercatori sono riusciti ad eliminare con successo ben 35 dei 45 geni e a dare vita ad un filone di pane modificato su questa base.

Un passo in avanti non indifferente per il futuro degli alimenti gluten-free, soprattutto se si considerano i risultati finora ottenuti all’interno del progetto.