Il governo cinese impone un fermo al mercato videoludico

Cina videogiochi

La Cina è nota per essere un paese ostico dal punto di vista legislativo e governativo, e proprio recentemente ne ha dato ulteriore prova bloccando completamente la fetta di mercato occupata dai videogiochi.

A subirne le conseguenze è in primis Tencent, una delle principali aziende di distribuzione videoludica nel territorio cinese, ma che proprio qualche giorno fa ha visto ritirare dal mercato uno degli ultimi titoli usciti, Monster Hunter World.

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Delle nuove regole

Il governo cinese ha tuttavia già affermato come questa mossa non punti a danneggiare le proprie migliori aziende, ma è destinata ad essere un chiaro messaggio per tutte le software house del globo: dovete sottostare alle nostre regole se volete portare i vostri prodotti qui.

Questa direttiva arriva direttamente da Pechino, dove i vertici hanno constatato la proliferazioni di titoli videoludici diseducativi e con contenuti altamente violenti all'interno del loro gameplay.

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Tuttavia, questa della Cina, sembra una soluzione veramente drastica e non necessaria. Probabilmente tutto questo avrà ripercussioni sull'intero mercato dei videogiochi, in quanto ogni azienda dovrà rivedere le proprie strategie di marketing e sviluppo.

Inoltre, viene anche da pensare come sia possibile, da parte del governo, tagliare una fetta di affari così importante per la propria nazione stessa essendo il mercato videoludico cinese, quello più grande al mondo e conta ben 40 miliardi di dollari in fatturazione, con una crescita di oltre 10 miliardi dal 2017 ad oggi.