La tecnologia, come sappiamo, sta facendo passi da gigante, specialmente negli ultimi anni. Oltre a semplificare la vita di tutti i giorni, spesso vediamo emergere progetti mirati ad aiutare persone affette da handicap. Tra i vari, uno sicuramente molto interessante è Horus, l'assistente personale creato per aiutare i non vedenti.

Horus non vedenti

 

Cos'è e come funziona Horus

L'idea alla base di Horus è tanto semplice quanto formidabile. L'assistente personale non è altro che un paio di cuffie sportive, con la capacità però di elaborare e descrivere all'utente cosa lo circonda. Horus può infatti leggere, riconoscere e descrivere volti, cibi ed oggetti, aiutare chi lo indossa ad evitare pericoli od ostacoli.

Il funzionamento si basa sull'utilizzo di algoritmi di riconoscimento; grazie a questi, Horus acquisisce ed elabora le immagini, lette poi direttamente nelle cuffie dell'utente. Il progetto ha già riscosso molto successo e sono infatti molti i non vedenti ad aver richiesto lo strumento. Collaborando anche con Unione italiana ciechi ed ipovedenti, Horus ha avuto la possibilità di rientrare nella lista degli strumenti ausiliari convenzionati con le Asl.

Saverio e Luca, i due ideatori di Horus

L'evento che ha spinto i due ideatori del progetto, Saverio Murgia e Luca Nardelli, ad iniziare lo sviluppo è avvenuto in un giorno come altri. Come raccontato nel video, tornando all'Università di Genova, tre anni fa, incontrarono un non vedente che chiese aiuto per poter arrivare in stazione. Nel tragitto, i due ricercatori hanno notato la moltitudine di pericoli che una persona non vedente poteva incontrare; da qui, anche grazie al loro studio della computer vision applicata alla robotica, nasce il loro progetto. Grazie al loro progetto innovativo e lodevole, Saverio e Luca si sono meritati anche un posto nella classifica di "Forbes" tra i trenta talenti che rivoluzioneranno il futuro nei prossimi anni.