Una sede di HTC

HTC, si sa ormai, naviga in cattive acque da anni. Purtroppo l'odissea dell'azienda è lungi dal dirsi finita: non sono bastati i tagli sul personale effettuati 4 anni fa, e nemmeno la cessione della divisione dedicata allo sviluppo dei dispositivi Pixel a Google – che era fruttata, ricordiamo, 1,1 milioni di dollari – è riuscita ad arginare l'enorme baratro che si sta aprendo sotto ai suoi piedi.

Ancora tagli

In particolare, HTC ha intenzione di licenziare in tronco ben 1500 dipendenti della divisione taiwanese. Il numero totale di impiegati dell'azienda scenderà quindi a 5.000 in tutto il mondo: ben 14.000 in meno a quanti lavoravano in HTC nel 2013. Il 2013 ha infatti segnato lo spartiacque per l'andamento finanziario dell'azienda: da leader nel settore ha iniziato a decadere lentamente, vittima della concorrenza spietata.

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L'HTC Vive Pro

L'inizio della fine

Ma le radici di questa crisi possiamo trovarle già nel lontano 2011, quando Google assegnò a Samsung il compito di progettare i propri smartphone Pixel. Da allora HTC ha continuato a rilasciare top di gamma, ma senza il successo di una volta. Il nuovo HTC U12+, ultima fatica dell'azienda, è un telefono di cui non parla nessuno, nonostante le sue ottime specifiche tecniche e le recensioni positivi.

Stessa cosa non si può dire di HTC Vive Pro – ultimo modello di visore di Realtà Aumentata -, il quale è stato aspramente criticato per il prezzo decisamente troppo elevato.

Probabilmente HTC presto smetterà di produrre smartphone, visto che l'azienda ha intenzione di concentrarsi sulla Realtà Virtuale.