IBM ha completato l'operazione di M&A più grande nei suoi 107 anni di storia acquistando Red Hat per un totale di 34 miliardi di dollari, 190 $ ad azione, con un premio del 60% considerati i 116,68 $ della chiusura di ieri. L'operazione si inserisce in un mercato in continua evoluzione e segue un trend che vede una sempre maggiore integrazione di operatori specializzati in soluzioni open source con grandi aziende informatiche come dimostra l'avvicinamento di Microsoft alla Open Source Initiative e l'acquisizione di GitHub.

Red Hat IBM CEO
James M. Whitehurst, CEO di Red Hat e Ginni Rometty, Chairman and CEO di IBM

Un'occasione di rilancio per IBM

I mercati non hanno apprezzato l'ultima trimestrale di IBM che è compressa nel mercato del cloud tra operatori che hanno raggiunto dimensioni molto più grandi come Amazon e Microsoft. L'acquisizione di Red Hat, che sarà completata entro il primo semestre del prossimo anno, consentirà a IBM di acquisire competenze di alto valore per arricchire il settore cloud e provare a recuperare con una miglior tecnologia il gap con le aziende concorrenti. L'azienda potrebbe acquisire infatti la leadership nel mercato del cloud ibrido e potrebbe offrire soluzioni integrate su sistemi Linux.

Il modello Red Hat resisterà?

Il modello di Red Hat è il primo dei modelli di business nato dal software libero e prevede una stretta collaborazione con le community open source che sviluppano software importanti, a partire dal sistema operativo, costruendo attorno un ecosistema di servizi che consente di soddisfare la necessità dei clienti business di avere un fornitore di riferimento in grado di offrire supporto qualificato e garantito

Communities to enterprise

Soffermandosi sul sistema operativo, esiste una sinergia con il Fedora project dalla quale risultano due prodotti distinti. Il primo, rilasciato dalla community, è il sistema operativo Fedora, destinato a utenti privati e con un solo anno di supporto, comunque garantito solo dalla community stessa. Il secondo è Red Hat Enterprise Linux, realizzato dalla Red Hat che ha una selezione di pacchetti più orientata alla stabilità, 7 anni di aggiornamenti e il supporto professionale degli oltre 12000 dipendenti dell'azienda nel mondo.

Una maggior integrazione tra soluzioni IBM e Red Hat potrebbe garantire la competitività di Linux nel cloud anche se è ancora da capire se riuscirà a reggere la sinergia tra l'azienda, che manterrà una certa autonomia, e la community di sviluppatori. I tweet dell'azienda hanno ricevuto risposte contrastanti e bisognerà vedere se ci saranno ripercussioni sulla capacità delle community di contribuire sotto l'aspetto tecnologico.