Come i microbi nel nostro intestino, e altrove sul nostro corpo, influenzano la nostra salute generale resta ancora in gran parte un mistero, ma IBM spera di far luce sul microbioma umano e il suo ruolo nelle malattie autoimmuni usando il crowdcomputing attraverso la sua World Community Grid.

IBM collaborerà con il Broad Institute di Harvard e MIT, il Massachusetts General Hospital, Università della California di San Diego, e l'istituto Flatiron Institute della Fondazione Simons per lo studio, che mira a mappare tre milioni di geni batterici trovati nel budello umano.

La speranza è che questa ricerca aiuterà gli scienziati a capire meglio come questi batteri contribuiscono a malattie come il diabete di tipo 1, la tiroidite di Hashimoto, il morbo di Crohn e la colite ulcerosa.

Lo studio IBM impiegherà gli scienziati delle università summenzionate, oltre a sfruttare l'aiuto da volontari in tutto il mondo per raggruppare dei dati. Analizzerà quindi i risultati e li renderà pubblici.